Nel pomeriggio di sabato 6 ottobre una ragazza di 21 anni, di origini peruviane, è diventata la protagonista di una drammatica vicenda criminale nella periferia fiorentina di Legnaia. Dopo una serata spensierata in discoteca, la giovane è stata vittima di un violenza sessuale in casa sua, episodio che ha scosso l’opinione pubblica e riacceso il dibattito sulla sicurezza nei contesti abitativi.
La serata in discoteca e il ritorno a casa
La ragazza era uscita con un gruppo di amiche per festeggiare in una discoteca del centro di Firenze. Durante la notte ha scambiato qualche parola con un giovane di circa 30 anni, anch’egli di origine peruviana e noto alla famiglia perché amico del fratello della vittima. Dopo i festeggiamenti, l’uomo si è offerto di accompagnarla al suo appartamento situato nel quartiere Legnaia, presentandosi come un semplice conoscente. Il gesto, apparentemente galante, è stato poi il preludio di una terribile aggressione.
Il crimine nella camera da letto
Entrato nell’appartamento, l’uomo è riuscito a introdursi silenziosamente nella stanza della giovane. Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, egli l’ha colpita ripetutamente con schiaffi, cercando di forzarla a un rapporto sessuale. La ragazza racconta di aver lottato strenuamente per liberarsi, ma di essere stata sopraffatta dalla forza dell’assalitore, che le ha inflitto anche evidenti lesioni corporee. I racconti della vittima hanno permesso agli investigatori di delineare una dinamica di coercizione violenta e violazione dell’inviolabilità della casa.
Intervento medico e attivazione del codice rosa
Immediatamente dopo l’aggressione, la giovane ha informato i familiari. Trasportata al pronto soccorso, i medici hanno confermato la presenza di segni di violenza sessuale e di numerose ecchimosi dovute ai colpi ricevuti. A seguito della constatazione, è stato attivato il codice rosa un protocollo prioritario per le vittime di stupri e abusi, che garantisce un percorso di assistenza psicologica e legale riservato. La rapidità dell’intervento ha contribuito a preservare le prove biologiche necessarie alle indagini.
Il fratello interviene e l’arresto in strada
Nel frattempo, il fratello della vittima, venuto a conoscenza dell’accaduto, ha rintracciato il presunto aggressore nella zona circostante. I due si sono affrontati in una colluttazione pubblica, attirando l’attenzione dei passanti che hanno immediatamente chiamato il numero di emergenza 112. Una pattuglia della Polizia di Firenze è arrivata sul posto poco dopo, intervenendo per sedare lo scontro e procedere all’arresto del 30enne. L’uomo è stato trattenuto presso il carcere di Sollicciano, dove è rimasto in attesa dell’udienza di convalida davanti al GIP del tribunale fiorentino.
Procedimento giudiziario e accuse multiple
Il pubblico ministero Luisa Serranti ha formulato tre capi d’accusa nei confronti del sospetto: violenza sessualelesioni personali e detenzione di sostanze stupefacenti. Al momento dell’arresto, infatti, gli agenti hanno scoperto della presenza di droga in suo possesso, sebbene non sia stato escluso che l’abbia effettivamente consumata. La difesa del 30enne è affidata all’avvocato Tiziana Giuttari, mentre la vittima è assistita da Elisa Baldocci. Nei prossimi giorni il GIP dovrà decidere se convalida il fermo, aprendo la strada a un processo che potrebbe culminare in una pena detentiva significativa.
Altri episodi di violenza a Firenze: il caso di Borgo Pinti
Il drammatico episodio di Legnaia si inserisce in una serie di fatti recenti che hanno scosso la città. Pochi giorni prima, a Borgo Pinti, un gestore di 31 anni di origine pakistana è stato fermato con l’accusa di aver tentato di violare una studentessa americana in un piccolo locale di snack. La giovane, entrata per acquistare un panino, è stata rapita quando il proprietario le ha chiuso la porta a chiave, per poi spogliare e toccare il corpo. Grazie al gesto d’emergenza dalla vetrina, un passante ha chiamato il 112, consentendo l’intervento delle forze dell’ordine. L’uomo è stato arrestato, la licenza commerciale revocata e il negozio chiuso dalle autorità comunali.



