La Città Metropolitana di Firenze ha varato due provvedimenti che mobilitano risorse regionali e nazionali per rafforzare le infrastrutture dedicate alle biciclette e favorire la transizione verso trasporti più ecologici previsti dal Pums metropolitano. La prima decisione riguarda uno schema di convenzione per la manutenzione dei tratti di ciclovia di interesse regionale nel triennio 2026-2028, con il Comune di Empoli nominato ente capofila per il coordinamento delle attività manutentive e di rendicontazione dei contributi della Regione Toscana. In conseguenza di questo atto, il Comune di Empoli trasferirà alla Città Metropolitana le risorse regionali destinate alle opere previste nel periodo 2026-2028.
Il secondo atto è una variazione di bilancio con cui è stato recepito un finanziamento nazionale assegnato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) nell’ambito del Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana: complessivamente 12,88 milioni di euro destinati a interventi connessi al Pums. Nel bilancio dell’anno corrente è stata iscritta la quota iniziale del 10%, pari a 1.288.242,63 euro che servirà ad avviare progettazioni, bandi di gara e i primi lotti funzionali; i restanti 11,5 milioni di euro sono stati programmati per le annualità successive.
Convenzione triennale per la Ciclopista dell’Arno: estensione e impegni finanziari
La convenzione approvata interessa un tratto complessivo di 55,86 km del sistema integrato denominato Ciclopista dell’Arno – Sentiero della Bonifica che attraversa i comuni di Campi Bisenzio, Empoli, Fiesole, Firenze, Montelupo Fiorentino, scandicci e Signa. La Città Metropolitana è competente per un tratto nel Comune di Montelupo. I Comuni coinvolti e la Città Metropolitana si impegnano a finanziare annualmente almeno il 10% del costo totale di manutenzione, pari a 9.981,30 euro annui. Questo meccanismo di cofinanziamento garantisce una partecipazione locale alla cura dell’itinerario e alla sua fruibilità sicura per ciclisti e pedoni.
Coperture regionali e ripartizione dei costi
La convenzione prevede che la Regione finanzi fino al 90% dei costi ammissibili, assicurando un contributo regionale complessivo di 89.831,82 euro all’anno. Tale cifra è ripartita tra 19.119,86 euro destinati alla manutenzione ordinaria e 70.711,96 euro per interventi straordinari. Questo schema consente di pianificare sia le attività correnti di pulizia, controllo e piccole riparazioni, sia gli interventi più consistenti necessari per la sicurezza e la conservazione dell’infrastruttura.
Obiettivi operativi e valore strategico per la mobilità metropolitana
La consigliera metropolitana con delega a Pums, ciclovie e piste ciclabili Alessandra Innocenti, ha sottolineato che “La manutenzione coordinata dell’intero itinerario ciclabile costituisce presupposto essenziale” per garantire la continuità funzionale del percorso, la sicurezza della circolazione ciclistica e pedonale e la valorizzazione della mobilità sostenibile quale componente del sistema integrato della mobilità metropolitana. Con l’iscrizione della quota iniziale di 1.288.242,63 euro si potranno subito avviare le progettazioni e i primi bandi, accelerando così la realizzazione dei lotti funzionali previsti dal piano.
Il piano pluriennale di spesa, delineato nella variazione di bilancio, mira a seguire l’avanzamento dei lavori mantenendo una programmazione finanziaria chiara e coerente con gli obiettivi europei di transizione ecologica e innovazione infrastrutturale. L’abbinamento tra risorse regionali per la manutenzione della ciclovia e i fondi nazionali per la mobilità urbana crea una sinergia finanziaria che supporta sia la gestione quotidiana dell’itinerario sia gli interventi di più ampia portata necessari per la rete metropolitana.
Complessivamente queste misure intendono consolidare la rete ciclabile della Città Metropolitana di Firenze, migliorandone la sicurezza e la fruibilità e promuovendo il ruolo della bicicletta nella mobilità urbana. L’impostazione adottata stabilisce un modello di gestione condivisa tra enti locali e Regione, con risorse precise stanziate per il triennio 2026-2028 e una prima quota disponibile per partire subito con le fasi progettuali e operative.



