9 Ottobre 2026 🌤 20°

Affitti in crescita e 30m di case sfocate a Firenze: dati e cause

I dati mostrano un affitto medio di oltre 1.500 euro al mese e la presenza di decine di migliaia di case vuote, mentre la domanda di locazioni brevi esplode.

Affitti in crescita e 30m di case sfocate a Firenze: dati e cause

Il mercato immobiliare fiorentino sta vivendo un periodo di grande tensione. Negli ultimi dodici mesi i contratti di locazione a breve termine – da trenta giorni a diciotto mesi – sono aumentati del 71% mentre il prezzo medio per metro quadrato è salito a 21,7 €/mq. Questo quadro si inserisce in una dinamica più ampia: Firenze risulta la seconda città più costosa d’Italia per gli affitti, superata solo da Milano, con un canone medio mensile di circa 1.519 euro per un appartamento di settanta metri quadrati.

Affitti in crescita: i numeri di Firenze

Il rapporto del portale Idealista per il terzo trimestre 2026 indica un incremento dell’1,1% rispetto al trimestre precedente, mantenendo Firenze al secondo posto nella classifica nazionale. A livello regionale, la Toscana registra una flessione complessiva del 3,7% ma rimane la seconda regione più cara d’Italia, con una media di 20 €/mq. Le province non sono uniformi: Livorno ha registrato un balzo del 11,9% il più alto a livello nazionale, mentre Lucca ha visto un calo del 15,5% pur mantenendo la media più elevata del Paese, 46 €/mq grazie alla pressione turistica della Versilia.

Confronto nazionale e regionale

In Italia, i canoni di locazione crescono dello 0,5% nel terzo trimestre 2026, ma il ritmo è più contenuto rispetto agli anni precedenti. Milano, Roma, Bologna e Palermo mostrano aumenti più modesti, mentre Genova e Torino segnano le crescite più marcate, con +7,3% e +5,6% rispettivamente. La Toscana, nonostante il calo medio, conserva prezzi superiori alla media nazionale di 14,6 €/mq evidenziando una discrepanza tra tendenza regionale e realtà locale che rende il mercato fiorentino particolarmente difficile da valutare.

Locazioni brevi e case vuote: il fenomeno dei 30.000 immobili inutilizzati

Il Sunia ha stimato che nella città e nella provincia vi siano circa 30.000 immobili sfitti. Gran parte di questi spazi è destinata a locazioni transitorie che, seppur remunerative per i proprietari, richiedono il rispetto di norme precise. Il nodo è che molti proprietari non si adeguano, creando una situazione di illegalità diffusa. Parallelamente, le piattaforme di turismo digitale mostrano che Firenze è la terza città italiana per numero di annunci su Airbnb, con oltre 15.000 offerte, contribuendo a una domanda di affitti brevi che supera di gran lunga l’offerta di abitazioni a lungo termine.

Le famiglie nella “fascia grigia”

Il risultato è una crisi abitativa che colpisce circa 15.000 famiglie collocate in quella che il Sunia chiama “fascia grigia”: non hanno accesso alle case popolari e non possono permettersi i prezzi di mercato. L’edilizia sociale, con solo 200 unità rese disponibili all’anno negli ultimi tre anni, è ormai insufficiente: l’ultimo bando ha ricevuto più di 3.800 domande, delle quali 2.700 sono state ritenute idonee. La carenza di alloggi a prezzi accessibili spinge sempre più famiglie verso contratti brevi o verso la convivenza con più persone in spazi ristretti.

Le risposte delle istituzioni: proposte del Sunia e della CGIL

Il segretario del Sunia a Firenze, Fabio Seggiani, ha suggerito di avviare una ricognizione completa degli immobili presenti nel territorio comunale per facilitarne l’uso a scopo abitativo. Un esempio pratico è la mappa degli immobili vuoti già realizzata dal Comune di Scandicci, che dimostra la fattibilità di tale operazione. La CGIL di Firenze, invece, propone la riattivazione di un'”Agenzia per la casa” capace di mediare tra domanda e offerta, nonché l’adozione di nuovi modelli di edilizia pubblica per incrementare lo stock abitativo stabile.

Mappe, controlli e prospettive future

Secondo le autorità locali, i fondi per il social housing e per il sostegno all’affitto sono già stanziati, ma la mancanza di un piano operativo concreto – indicato dal sindaco Funaro come “assenza del Piano Casa nazionale” – rallenta l’attuazione. Il Sunia avverte che, senza un monitoraggio sistematico e l’applicazione delle normative sulle locazioni brevi, il fenomeno del precariato abitativo rischia di consolidarsi, aggravando ulteriormente la pressione su chi già vive in difficoltà.

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