Il 30 maggio 2026 è stato inaugurato a Firenze il nuovo ponte intitolato a Nadia e Caterina Nencioni, le più giovani vittime della strage dei Georgofili. L’opera, attesa da anni, stabilisce un nuovo collegamento sull’Arno tra Bellariva e il Parco dell’Anconella e si inserisce nel quadro del progetto per la linea tranviaria per Bagno a Ripoli. Alla cerimonia hanno partecipato autorità cittadine e regionali, familiari delle due sorelline e diverse centinaia di cittadini.
Un’apertura simbolica e funzionale
L’inaugurazione è stata presieduta dalla sindaca Sara Funaro alla presenza dell’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, del presidente regionale Eugenio Giani e di altri rappresentanti istituzionali. Circa mille persone hanno attraversato il ponte baciato dal sole per la prima volta, partecipando alla passeggiata collettiva prevista dal programma. L’intitolazione è il risultato di una consultazione pubblica promossa dall’amministrazione comunale, che ha scelto di dedicare la struttura alle sorelle Nencioni come segno di memoria condivisa.
Un ponte nato per la mobilità contemporanea
L’opera è stata realizzata anche a servizio della tramvia, sebbene i binari previsti per la linea verso Bagno a Ripoli saranno posizionati sul vicino Ponte da Verrazzano. In questa prima fase il ponte è stato aperto con due corsie su tre (una per senso di marcia) e con uno dei due percorsi pedo-ciclabili disponibile sul lato del Viadotto Marco Polo; il resto dei lavori di rivestimento e completamento proseguiranno con interventi mirati nei prossimi mesi.
Dettagli tecnici e fasi dei lavori
La gestione dell’apertura è stata pensata per permettere la prosecuzione dei lavori senza chiudere completamente la nuova struttura. Il completamento delle rifiniture esterne verrà eseguito con una piattaforma tecnica montata sull’impalcato, che consentirà di lavorare in sicurezza e di procedere per fasi, iniziando dal lato del Ponte da Verrazzano e poi spostandosi verso l’altro lato.
Viabilità e messa a regime
Contestualmente all’apertura del ponte, l’amministrazione ha disposto il ripristino del doppio senso di marcia in via Lapo Da Castiglionchio (tra via di Villamagna e via Niccolò da Uzzano) e l’istituzione del senso unico in via Minghetti da via Sonnino verso il lungarno, oltre all’attivazione dei nuovi impianti semaforici. Queste modifiche sono state pensate per integrare il nuovo collegamento con la viabilità esistente e mitigare i flussi durante la fase di transizione.
Il contesto urbano e le prospettive
Il ponte modifica, anche se gradualmente, il modo di attraversare questa porzione orientale della città: collegherà lungarno Aldo Moro a via Lapo da Castiglionchio e renderà piazza Gualfredotto uno snodo più centrale per i collegamenti verso Gavinana. Alcune strade limitrofe, come viale Giannotti, via Datini e via Villamagna, resteranno interessate da cantieri legati alla tramvia per i mesi successivi, con possibili limitazioni temporanee alla circolazione.
Il futuro del Ponte da Verrazzano
Rimane aperta la questione del Ponte da Verrazzano: il progetto prevede che quel ponte ospiti i binari della tramvia, ma una super perizia commissionata dal Comune dovrà verificare la necessità di interventi di consolidamento. Al momento il Ponte da Verrazzano continuerà a mantenere una corsia per senso di marcia per le auto, con i binari al centro, mentre la durata e l’entità dei lavori di rinforzo determineranno i tempi effettivi per l’avvio del servizio tramviario sull’intera tratta.
Un’inaugurazione partecipata
La presenza dei familiari di Nadia e Caterina Nencioni e dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili ha conferito alla cerimonia una dimensione collettiva e commemorativa. La scelta del nome vuole essere un modo per mantenere viva la memoria nel tessuto urbano, con una dedica che richiamerà quotidianamente alla storia della città.
Impatto sulla comunità
Per i residenti delle zone coinvolte il nuovo ponte rappresenta un’opportunità pratica: riduce tempi di percorrenza e offre un percorso alternativo per i pedoni e i ciclisti. Al tempo stesso, l’apertura in questa fase parziale consente di monitorare gli effetti sulla viabilità e di completare i lavori con attenzione alla sicurezza e alla qualità delle finiture.
In sintesi, l’apertura del ponte nencioni il 30 maggio 2026 segna un passo importante per la mobilità fiorentina: combina funzionalità, ricordo e pianificazione urbana, pur lasciando ancora aperte alcune valutazioni tecniche sul futuro della rete tranviaria e degli altri ponti interessati dai lavori.



