Firenze si conferma una delle città italiane più attrattive per studenti e lavoratori fuori sede, con un mercato degli affitti in continua evoluzione. Secondo le ultime analisi, il capoluogo toscano registra una domanda particolarmente elevata da parte di queste categorie, posizionandosi ai primi posti tra le grandi città italiane.
La città, con la sua ricca offerta formativa e la sua attrattività culturale, continua a essere una meta privilegiata per chi cerca una soluzione abitativa temporanea. Ma come sta cambiando il mercato degli affitti a Firenze e in Italia? Scopriamolo insieme.
La domanda di affitti a Firenze: studenti e lavoratori in prima linea
Nel 2026, Firenze ha registrato il 37,8% dei contratti di locazione stipulati da lavoratori trasfertisti e il 29,7% da studenti universitari. Questi dati collocano la città tra le prime in Italia per attrattività verso queste categorie.
Per quanto riguarda i lavoratori fuori sede, Firenze è preceduta solo da Verona, Bari e Milano. Per gli studenti universitari, invece, si piazza dietro Torino e Bologna, confermando il ruolo centrale del sistema universitario cittadino e l’attrattività dei suoi atenei anche a livello internazionale.
A livello nazionale, il 64% dei contratti di affitto viene stipulato per scelta abitativa, il 26,2% riguarda lavoratori trasfertisti e il 9,8% studenti universitari. Quest’ultima categoria è in crescita rispetto al 2026, quando rappresentava il 7,9% delle locazioni. Inoltre, si registra un aumento degli studenti provenienti dall’estero, attratti dall’offerta formativa delle università italiane.
Le trasformazioni del mercato degli affitti in Italia
Il mercato delle locazioni in Italia sta subendo una trasformazione strutturale. Secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, si registra una crescita significativa degli studenti e degli stranieri, mentre diminuisce il ricorso ai contratti a canone libero.
In sei anni, i contratti a canone libero sono passati dal 51,9% del 2019 al 40,4% del 2026, mentre i contratti transitori sono più che raddoppiati, passando dal 18,4% al 31,2%. Questo cambiamento riflette la domanda di flessibilità crescente da parte degli inquilini, sempre più mobili per ragioni di lavoro, studio o esigenze personali.
Il contratto a canone libero rimane comunque il più diffuso a livello nazionale con il 40,4%, ma il sorpasso dei transitori nei mercati più dinamici è già realtà. A Milano, ad esempio, i contratti transitori sono ormai la tipologia più stipulata con quasi il 45% delle scelte.
Le tipologie di immobili più richieste e il profilo degli affittuari
La tipologia più affittata in Italia rimane il bilocale con il 39,1% delle scelte, seguito dal trilocale con il 30,5%. Tuttavia, si registra una crescita significativa dei monolocali, che hanno superato quota 10% già nel 2026 e continuano a crescere nel 2026. Questa tendenza è direttamente correlata all’aumento dei canoni di locazione, che spinge sempre più inquilini a ridimensionare le proprie aspettative in termini di metratura per contenere la spesa mensile.
Sul fronte demografico, quasi la metà degli inquilini — il 47,1% — ha un’età compresa tra 18 e 34 anni. Il mercato delle locazioni rimane quindi prevalentemente un mercato giovane, alimentato da chi non ha ancora la capacità o la volontà di acquistare.
Il dato più rilevante è quello sulla cittadinanza: l’86,9% degli inquilini ha cittadinanza italiana, mentre il 13,1% ha cittadinanza straniera. Quest’ultima quota è in aumento rispetto all’11,1% del 2026 e rappresenta la percentuale più alta registrata negli ultimi anni, riflettendo l’aumento della mobilità internazionale e la crescita degli studenti e dei lavoratori stranieri nelle principali città italiane.
Le trasformazioni in corso riflettono le nuove esigenze di flessibilità e mobilità, rendendo il mercato sempre più dinamico e internazionale.



