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Proteste a Firenze 25/10/2026: da Santa Maria Novella a Ponte Trinita

Una protesta di migliaia di giovani a Firenze si è trasformata in un violento confronto con le forze dell’ordine, coinvolgendo il centro storico.

Proteste a Firenze 25/10/2026: da Santa Maria Novella a Ponte Trinita

Il sabato pomeriggio del 25 ottobre 2026 è iniziato con una marcia pacifica a Firenze, convocata in più città italiane per contestare il carovita e le politiche governative. Il punto di partenza era la piazza santa maria Novella, dove migliaia di giovani, universitari, collettivi e cittadini si sono riuniti in un unico corteo eterogeneo.

Il percorso iniziale: da Santa Maria Novella a Oltrarno

Dopo lunghe trattative con i responsabili dell’ordine pubblico, i manifestanti hanno deviato verso l’Oltrarno, raggiungendo la piazza Santo Spirito. Lì il numero dei partecipanti è stato stimato in oltre mille persone, con una notevole presenza di giovani e giovanissimi. Luca, un partecipante, ha dichiarato: «Serve dare un segnale chiaro, il malcontento è evidente». Le sue parole rispecchiavano il clima di frustrazione per le risposte istituzionali, percepite come insufficienti.

La tensione al Ponte Santa Trinita e l’accesso a via de’ Tornabuoni

Il corteo, intenzionato a percorrere il cuore commerciale del centro, ha tentato di arrivare a via de’ Tornabuoni, dove sono concentrate le boutique di lusso. Tuttavia, all’altezza del ponte Santa Trinita, la marcia ha incontrato un muro di carabinieri e polizia in tenuta antisommossa, schierati anche lungo il lungarno che porta a ponte vecchio. L’accesso è stato completamente bloccato, dando inizio a un braccio di ferro che è durato più di due ore.

Durante questo stallo, i manifestanti hanno alzato slogan contro le forze dell’ordine, alcuni si sono seduti a terra in segno di resistenza e, in maniera provocatoria, è stata brandita una motosega priva di lama, passata di mano in mano come simbolo di sfida. I toni si sono alzati rapidamente, con lanci di oggetti, petardi e bottiglie di vetro diretti verso gli agenti, i quali hanno risposto con cariche di alleggerimento e l’uso di manganelli per respingere i tentativi di superamento del cordone.

Occupazione dei binari della tramvia e chiusura dei negozi

Una scissione del gruppo di manifestanti si è diretta verso la stazione di Santa Maria Novella, dove ha tentato invano di entrare, trovando l’ingresso già sbarrato. Successivamente, i dimostranti hanno occupato i binari della tramvia davanti alla stazione, interrompendo il servizio per circa un’ora. Durante l’occupazione, i ragazzi hanno soffiato bolle di sapone davanti ai posti di blocco, proseguendo la resistenza non violenta ma determinata.

Parallelamente, i negozi di via de’ Tornabuoni e alcune attività nell’Oltrarno hanno chiuso temporaneamente. La decisione è stata presa dopo i numerosi avvertimenti di polizia, al fine di evitare possibili atti vandalici. Le autorità hanno inoltre segnalato una carica di alleggerimento mirata a ripristinare la calma, mentre la Digos ha monitorato la situazione per prevenire infiltrazioni.

Raccolta di testimonianze e conclusioni

Tra le voci raccolte sul campo, Luca ha ribadito il proprio disappunto verso le promesse governative, citando i fondi ormai promessi da tempo per agricoltori e pescatori, ma che a suo avviso non risolveranno la crisi attuale. Altri partecipanti, come Filion, 21 anni, di origine albanese, hanno descritto la propria condizione lavorativa precaria, evidenziando che molti giovani si trovano a dover fare turni di 64 ore a settimana per uno stipendio di 1.500 euro, spesso in nero.

Il risultato finale della giornata è stato una zona del centro storico sotto costante sorveglianza da parte di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e squadre antisommossa. La tensione è rimasta alta fino alla tarda serata, ma gli scontri fisici più intensi si sono conclusi con il ripristino dell’ordine e la riapertura graduale dei negozi. Tuttavia, le ferite sociali rimangono aperte, con la popolazione che continua a chiedere risposte concrete a un malcostume di difficoltà economica che sta colpendo soprattutto i giovani.

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