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Andrea Zanzotto, il nonno del poeta, firma un dipinto nel capitello di Sant’Anna

Un capitello dedicato a Sant'Anna nasconde un dipinto firmato da Andrea Zanzotto, nonno del poeta. Scopri la storia di questo luogo e la sua importanza per la comunità.

Andrea Zanzotto, il nonno del poeta, firma un dipinto nel capitello di Sant’Anna

In un angolo tranquillo di Solighetto, al confine con Pieve, si trova un piccolo gioiello di storia e arte: il capitello di Sant’Anna. Questo luogo, dedicato alla santa festeggiata il 26 luglio, custodisce un dipinto che ha recentemente rivelato un legame inaspettato con una figura illustre della cultura italiana.

Il capitello, probabilmente eretto alla fine dell’Ottocento, è stato restaurato di recente e affidato alle cure di alcune signore del luogo. È proprio grazie alla loro attenzione che è stata scoperta la firma di Andrea Zanzotto, nonno del celebre poeta Andrea Zanzotto, su una tela che rappresenta i Santi Gioacchino e Anna con la figlia Maria.

Andrea Zanzotto: l’artista dietro il dipinto

Andrea Zanzotto, figura meno conosciuta rispetto al suo famoso nipote, ha operato principalmente nella zona di Solighetto alla fine dell’Ottocento. Tra le sue opere più note ci sono gli affreschi della chiesa di Campea, dove ha rappresentato Sant’Andrea e Sant’Antonio abate, e la tela di Santa Libera nel capitello di Pedeguarda.

La scoperta della sua firma nel capitello di Sant’Anna ha suscitato grande interesse, non solo per il valore artistico del dipinto, ma anche per il legame che crea tra arte, storia e tradizione locale. La tela, datata 1897, rappresenta un importante contributo alla comprensione del lavoro di Zanzotto e del suo impatto sulla comunità.

La borgata di Sant’Anna: storia e tradizioni

La borgata di Sant’Anna ha origini relativamente recenti, risalenti agli anni Cinquanta del secolo scorso. La sua nascita è legata a un evento tragico: durante la guerra partigiana, nell’estate del 1944, un’incursione tedesca a Pieve distrusse oltre 90 case e stalle. Nell’immediato dopoguerra, la necessità di alloggiare le famiglie sfollate portò alla costruzione di un gruppo di case popolari, che costituì il nucleo dell’attuale via Sant’Anna.

Grazie al clima salubre e alla posizione panoramica, la zona attirò presto nuovi abitanti, trasformandosi in una contrada di case e ville con giardino. Negli anni Cinquanta e Sessanta, la borgata era animata da una vivace sagra dedicata a Sant’Anna, organizzata dal signor Albino Tonon. La festa, molto partecipata, includeva giochi popolari come le “pignate” e si concludeva con il lancio di fuochi artificiali.

Sant’Anna: una figura di grande importanza

Sant’Anna, madre della Vergine Maria e nonna di Gesù secondo la tradizione cristiana, è una figura di grande importanza nella cultura religiosa. La sua festa, celebrata in molte comunità italiane, è legata alla maternità, alla famiglia e alla protezione. In un’epoca in cui le tradizioni sono sempre più importanti per la coesione sociale, la festa di Sant’Anna rappresenta un momento di unità e condivisione.

La figura di Sant’Anna richiama alla centralità della famiglia e alla responsabilità verso le nuove generazioni. La sua festa, pur nella semplicità dei riti, continua a essere un simbolo di stabilità e di speranza. Molte donne, soprattutto le future mamme, si rivolgono a lei come riferimento spirituale, affidando alla Santa desideri, paure e aspettative legate alla maternità.

La festa di Sant’Anna, con la sua ricchezza di significati, continua a essere un momento importante per la comunità, unendo passato e presente in un abbraccio di speranza e protezione.

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