Il Partito socialista sestese ha diffuso una valutazione netta sui primi cento giorni dell’amministrazione guidata dalla Giunta Sforzi a Sesto Fiorentino. Nella nota del Psi sestese emerge la delusione per un avvio che viene letto come un ritorno al già visto: scelte concentrate sulle cosiddette “piccole cose” piuttosto che su un cambio di passo atteso dalla cittadinanza e dai gruppi politici locali.
La dichiarazione richiama un’immagine diretta presa dalla memoria storica e letteraria: la risposta attribuita al comandante Milton sulla ripresa dopo la Liberazione — «inizieremo dalle piccole cose» — è usata dal partito per rimarcare la sensazione che, a dispetto della nuova guida, la gestione cittadina resti sostanzialmente la stessa.
Valutazione del Psi sestese sui cento giorni
Secondo il Psi i primi cento giorni della giunta Sforzi non hanno segnato la svolta che molti auspicavano. La comunicazione del partito parla esplicitamente di una continuità nelle scelte amministrative: «tutto come prima» è l’espressione utilizzata per sintetizzare un giudizio critico. Il riferimento al concetto di piccole priorità vuole sottolineare che l’agenda iniziale non ha invece affrontato nodi più ampi e strutturali che, a detta del partito, richiederebbero interventi più decisi.
Il peso di un decennio alla Fortezza Bastiani
Nel commento del Partito socialista sestese è centrale il richiamo al periodo trascorso «un decennio» di marginalità politica presso la Fortezza Bastiani. Questo passato, secondo il Psi, alimentava l’aspettativa di un rinnovamento: dopo anni di isolamento, si sarebbe dovuto assistere a un cambiamento tangibile nelle politiche cittadine. Invece, il partito rileva che la nuova amministrazione è rimasta «sotto l’ala protettrice del Sol dell’Avvenire», espressione usata per descrivere una continuità culturale e politica che mantiene la città lontana dal confronto metropolitano.
Isolamento e rapporto con l’area metropolitana
Il Psi sestese segnala come il prosieguo dell’isolamento abbia implicazioni pratiche: la difficoltà a inserirsi nel contesto più ampio della metropoli, la scarsa visibilità nelle scelte strategiche e la percezione di un ruolo marginale nelle dinamiche territoriali. Questo quadro, a giudizio del partito, contrasta con le potenzialità di Sesto Fiorentino e con le attese di chi sperava in una maggiore proattività amministrativa.
Critiche specifiche: aeroporto e struttura politica
Tra i punti concreti richiamati dal Psi figurano il dissenso già noto sul previsto adeguamento aeroportuale e alcune modifiche alla «struttura politica» pensata per il governo cittadino. Il partito non entra in tecnicismi dettagliati nella nota, ma ribadisce la contrarietà a scelte che ritiene non sufficientemente condivise o che non rispondono a un disegno complessivo orientato al rilancio della città.
Nel riepilogo della posizione, il Partito socialista sestese sottolinea che le contestazioni fin qui espresse restano quelle già emerse in precedenza: non si tratta di nuove obiezioni, ma della reiterazione di dissensi su temi che il partito segue con attenzione.
La lettura politica offerta dal Psi evidenzia un doppio filo narrativo: da un lato la critica per un avvio amministrativo percepito come timido e poco innovativo; dall’altro la preoccupazione per un isolamento che, dopo un decennio, avrebbe dovuto lasciare spazio a una maggiore integrazione con le dinamiche metropolitane. La nota conclude con una chiara indicazione di insoddisfazione, pur senza proporre un elenco di alternative operative o proposte dettagliate.



