Il Lenzuolo della Legalità ha preso il via nella suggestiva cornice di Rignano sull’Arno, primo Comune toscano ad accogliere il progetto itinerante nazionale. L’evento ha coinvolto autorità, forze dell’ordine e personalità legate alla lotta contro la mafia, sottolineando l’impegno della cittadinanza nel mantenere viva la memoria delle vittime.
Tra i protagonisti spicca Pippo Giordano ex ispettore della D.I.A., che ha onorato la cerimonia condividendo un ricordo toccante della sua esperienza a Palermo, al fianco dei magistrati Falcone e Borsellino.
Rignano primo Comune toscano firmatario del Lenzuolo della Legalità
Il sindaco Giacomo Certosi ha ricevuto la delegazione al Comune, confermando l’adesione di Rignano al simbolico gesto di solidarietà. Accanto a Certosi, hanno partecipato il Comandante della polizia locale Matteo Maria Berti il Comandante della Stazione dei Carabinieri Silvestro Genovese e il capo del Nucleo Carabinieri Forestale di Reggello, Matteo Del Sala. L’incontro ha permesso di rafforzare i legami tra le istituzioni locali e le forze dell’ordine, evidenziando la necessità di una vigilanza costante.
Interventi di Pippo Giordano e di Ettore Zito
Durante la cerimonia, Giordano ha narrato l’interrogatorio effettuato, a fianco del magistrato Borsellino, a un noto pentito di mafia il venerdì 17 luglio 1992 due giorni prima della strage di Via d’Amelio. Il racconto, carico di tensione e di speranza, ha mostrato come la lotta contro la mafia fosse già allora una realtà quotidiana per chi serviva lo Stato.
Allo stesso tempo, il regista Ettore Zito, autore del docufilm “Non mi arrendo, la mafia non è un film”, ha presentato il progetto cinematografico che racconta la vita del poliziotto impegnato al fianco di Falcone e Borsellino. La pellicola, la cui prima proiezione nazionale avverrà a Palermo nell’ottobre sarà successivamente mostrata anche a Rignano, consolidando il legame tra cultura e impegno civile.
Il simbolismo delle firme sul Lenzuolo
Il momento più emblematico è stato la firma del Lenzuolo della Legalità da parte del sindaco Certosi, che ha inciso la frase: “La memoria di chi è caduto servendo lo Stato non muore mai, ma vive in chi lo sta servendo adesso”. La firma è stata apposta a nome dell’intera comunità rignanese, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine presenti.
La prima firme sul lenzuolo appartiene a Lucia Borsellino figlia del magistrato, trasformando il gesto in un vero e proprio simbolo di continuità nella lotta contro la mafia e l’illegalità. Ogni segno è un impegno a non dimenticare e a contrastare ogni forma di criminalità organizzata.



