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Dino Campana: la richiesta di Marradi per riportare le spoglie del poeta nel paese natale

Marradi avvia un confronto con Regione Toscana, Scandicci e Diocesi di Firenze per riportare le spoglie di Dino Campana nel paese natale, creando un luogo dedicato alla memoria e alla poesia.

Dino Campana: la richiesta di Marradi per riportare le spoglie del poeta nel paese natale

Il legame tra un poeta e il suo luogo natale è spesso un filo invisibile ma potente. A Marradi, questo legame è diventato una richiesta ufficiale: riportare le spoglie di Dino Campana uno dei più grandi poeti italiani del Novecento, nel paese dove nacque e crebbe. La richiesta, avanzata dal Comune di Marradi, dalla Fondazione Marradi Cultura – Dino Campana e dal Centro Studi Campaniani è stata formalizzata in una lettera inviata il 20 agosto giorno del compleanno del poeta.

La lettera, firmata dal sindaco Tommaso Triberti dal presidente della Fondazione Riccardo Nencini e dal presidente del Centro Studi Walter Scarpi è stata indirizzata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani alla sindaca di Scandicci Claudia Sereni e al vescovo di Firenze Gherardo Gambelli. L’obiettivo è avviare un confronto per restituire a Marradi le spoglie di Campana, oggi custodite nella chiesa di San Colombano a Badia a Settimo, nel territorio di Scandicci.

Il legame tra Campana e Marradi

Marradi sottolinea il forte legame tra Campana e il territorio in cui nacque e crebbe. Qui, nel 1914 venne pubblicata la prima edizione dei Canti Orfici resa possibile anche grazie a una colletta alla quale parteciparono 44 residenti. Il paese continua a custodire e studiare l’eredità dello scrittore attraverso il Centro Studi Campaniani.

La richiesta di riportare le spoglie a Marradi non è solo un atto di giustizia culturale, ma anche un modo per valorizzare l’identità e l’opera poetica di Campana. La permanenza dei resti del poeta nel luogo legato alla sua morte e alla lunga degenza nell’ospedale psichiatrico di Castelpulci rischierebbe di mantenere troppo stretto il legame tra la figura del poeta e la sua malattia.

La storia delle spoglie di Dino Campana

Dino Campana morì il 1 marzo 1932 a 46 anni, nell’ospedale psichiatrico di Castelpulci a causa di un’infezione. Non potendo la famiglia reclamare il corpo, il poeta venne inizialmente sepolto nel cimitero di San Colombano a Badia a Settimo. Nel 1946 le sue spoglie furono trasferite all’interno della chiesa locale, dove si trovano tuttora.

La richiesta di Marradi arriva quasi un secolo dopo la morte del poeta. I promotori ricordano il legame profondo tra Campana e il paese dell’Appennino tosco-romagnolo, dove nel 1914 furono stampati i Canti Orfici anche grazie a una colletta promossa tra 44 residenti.

Un luogo dedicato alla memoria e alla poesia

La prospettiva indicata nella lettera è quella di accogliere le spoglie in un luogo dedicato non soltanto alla sepoltura, ma anche alla memoria, allo studio e alla poesia. A questo progetto si collega il cenotafio realizzato nel cimitero di Marradi nel 1982 e, più recentemente, l’acquisizione al patrimonio pubblico di Casa Campana, l’abitazione nella quale il poeta trascorse parte della propria infanzia.

Per il Comune, la Fondazione e il Centro Studi, il ritorno delle spoglie rappresenterebbe il completamento di un percorso di valorizzazione della figura di Campana. I promotori si sono dichiarati disponibili ad avviare un confronto con Regione Toscana, Comune di Scandicci e Diocesi di Firenze per individuare un percorso condiviso e rispettoso della memoria del poeta.

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