23 Giugno 2026 ☀ 27°

Incendio doloso al Leccio secolare di Belmonte: la rabbia della comunità

Il Leccio di Belmonte, un albero di oltre 600 anni, è stato vittima di un incendio doloso. La comunità è in lutto e il sindaco Francesco Pignotti promette giustizia.

Incendio doloso al Leccio secolare di Belmonte: la rabbia della comunità

Il Comune di Bagno a Ripoli ha riferito che il Leccio di Belmonte albero secolare simbolo del territorio, è stato incendiato nella notte tra il 22 e il 23 giugno 2026 nell’area della Fattoria di Belmonte, in Toscana. Il sindaco Francesco Pignotti ha parlato di atto doloso e ha annunciato la presentazione di una denuncia insieme al vicesindaco Francesco Conti e alla Misericordia di Firenze.

L’episodio riguarda un monumento naturale inserito tra gli alberi monumentali regionali e poi nazionali, punto di riferimento per scuole e associazioni locali. L’area era oggetto di lavori di valorizzazione e di un percorso verso l’acquisizione pubblica con l’obiettivo di renderla fruibile in modo stabile. Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026.

Il rogo nella notte e l’intervento dei Vigili del Fuoco

L’incendio è divampato nelle ore notturne e ha colpito il punto più vulnerabile dell’esemplare, trasformando la vasta cavità del tronco in una sorta di fornace. Le immagini mostrano legno bruciato in profondità e il collasso di una delle branche principali al suolo. I Vigili del Fuoco sono intervenuti per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, mentre le prime verifiche tecniche hanno puntato a valutare stabilità e possibilità di sopravvivenza dell’albero.

“Troppa è la rabbia per un fatto che mi lascia senza parole”, ha scritto il sindaco Pignotti, definendo l’episodio “uno sfregio spudorato” alla comunità. “Un albero secolare non brucia da solo, di notte, lontano da tutto”, ha aggiunto, sottolineando la natura dolosa del gesto e la necessità di accertare responsabilità attraverso indagini e atti formali.

Il valore del Leccio di Belmonte e i progetti in corso

Il Leccio di Belmonte ha oltre 600 anni una circonferenza superiore a sette metri e una chioma estesa per quasi trenta. È stato riconosciuto come bene monumentale e simbolo identitario per i cittadini di Bagno a Ripoli. Negli ultimi anni l’amministrazione, con la Misericordia di Firenze e l’associazione Amici del Leccio ha rilanciato visite scolastiche e attività divulgative, anche con il coinvolgimento di Andrea Rontini per rafforzarne tutela e fruizione.

Le operazioni in corso miravano a rendere l’area stabilmente accessibile e, in prospettiva, a completarne l’acquisizione pubblica. La scoperta del danno è avvenuta durante i lavori di valorizzazione quando operatori comunali hanno riscontrato la carbonizzazione interna del tronco e l’ampiezza del danneggiamento strutturale.

Denuncia, verifiche e reazione della comunità

Il sindaco Pignotti, insieme al vicesindaco Francesco Conti e alla Misericordia di Firenze si è detto pronto a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. “Faremo verificare subito lo stato dell’albero”, ha affermato, promettendo di fare tutto il possibile per accertare i fatti e salvare il Leccio. Le verifiche tecniche proseguono per capire se e come intervenire per preservare la porzione ancora vitale dell’esemplare.

Sui social è emerso il cordoglio della comunità di Bagno a Ripoli, tra messaggi di sdegno e richieste di giustizia. Il Comune ha ribadito che “chi è responsabile dovrà pagare per questo oltraggio a 600 anni di storia, alla natura e alla comunità”. Restano centrali il monitoraggio delle lesioni e l’eventuale messa in sicurezza, in attesa degli esiti delle indagini per individuare i responsabili.

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