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Indagini chiuse a Genova sul delitto in piazza Palma, i capi d’accusa per i coinvolti

La procura dei minori di Genova ha chiuso le indagini sul caso che ha portato alla morte di Giacomo Bongiorni in piazza Palma tra l'11 e il 12 aprile; emergono le contestazioni per i minorenni, lo stato delle posizioni dei maggiorenni e la data dell'udienza fissata a Massa

Indagini chiuse a Genova sul delitto in piazza Palma, i capi d’accusa per i coinvolti

Il 23 agosto la Procura dei minori di Genova ha disposto la chiusura delle indagini relative all’aggressione che la notte tra l’11 e il 12 aprile si è consumata in piazza Palma a Massa e che ha causato la morte di Giacomo Bongiorni avvenuta sotto gli occhi dei suoi figli. L’iter istruttorio ha puntualizzato le responsabilità e definito le imputazioni a carico delle persone coinvolte.

La ricostruzione degli eventi e le contestazioni giudiziarie distinguono in modo netto le posizioni dei coinvolti: emergono accuse di omicidio volontario di rissa aggravata e di lesioni oltre alla modifica di alcune aggravanti sulle imputazioni rivolte ai maggiorenni.

Le imputazioni per i minorenni: dettagli sulle accuse

Tra i tre giovani indagati dalla Procura minorile, uno è un minore ex pugile assistito dall’avvocato Nicola Forcina ed è stato formalmente accusato di omicidio volontario. Gli altri due ragazzi minorenni, difesi dall’avvocato Alessandro Maneschi sono invece chiamati a rispondere di rissa aggravata dalla presenza di minori e di lesioni nei confronti di Gabriele Tognocchi cognato della vittima.

Ruolo degli avvocati e quadro processuale

Le difese dei minorenni hanno partecipato alle fasi dell’indagine nella sede della Procura dei minori di Genova dove sono state acclarate le imputazioni e repertati dati probatori. Il quadro contestuale fatto emergere dall’istruttoria ha precisato che le accuse per i due minori non coincidono con quella rivolta all’ex pugile: si tratta di profili differenti di responsabilità, giudicati separatamente dagli inquirenti.

Ricostruzione dell’aggressione in piazza Palma e conseguenze

La dinamica ricostruita dagli inquirenti, con il contributo delle forze dell’ordine di Massa indica che tutto avrebbe avuto inizio con un rimprovero mosso da Giacomo Bongiorni e dal cognato Gabriele Tognocchi nei confronti del gruppetto di giovani mentre passeggiavano con i familiari in piazza Palma. Dalle parole si sarebbe rapidamente passati a uno scontro fisico intenso che ha provocato il crollo di Bongiorni e ferite gravi a Tognocchi.

Nel corso dell’istruttoria i carabinieri di Massa hanno acquisito immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccolto numerose testimonianze, elementi che hanno contribuito a ricostruire i passaggi salienti della colluttazione. Il figlio di Bongiorni, un minore di 11 anni ha assistito alla scena e ha visto il padre colpito alla testa; il trauma del ragazzo è stato evidenziato dagli inquirenti come conseguenza diretta dell’aggressione.

Esito medico-legale e responsabilità

Secondo gli accertamenti, la morte di Bongiorni è stata causata da un’emorragia cranica massiva conseguente ai colpi ricevuti alla testa, una condizione che ha reso impossibile qualsiasi recupero sanitario. Per Tognocchi sono state documentate lesioni molto gravi, per le quali è stata contestata la fattispecie di lesioni personali agli indagati minorenni.

Situazione dei maggiorenni e calendario processuale

I due maggiorenni coinvolti nella vicenda mantengono una posizione processuale distinta da quella dei minorenni. Nella fase istruttoria l’accusa di omicidio nei loro confronti ha visto cadere l’aggravante relativa ai futili motivi modificando così il profilo giuridico inizialmente ipotizzato dagli inquirenti. Per tali persone l’udienza davanti al giudice per le udienze preliminari di Massa è stata fissata per il 24 settembre.

Il percorso giudiziario seguirà ora i tempi e le procedure previste per i maggiorenni, mentre la Procura dei minori di Genova ha già definito le posizioni dei ragazzi sotto la sua competenza con la chiusura delle indagini.

Il caso rimane al centro dell’attenzione degli investigatori e della comunità locale per le modalità dell’aggressione e per l’impatto sui familiari della vittima, in particolare sul figlio che ha assistito alla scena. Gli atti raccolti durante le indagini saranno ora alla base degli sviluppi processuali previsti nelle prossime udienze.

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