25 ottobre 2026 🌧 14°

Il Ciclone a San Piero a Ponti, ricordi e volti del film

Il Ciclone torna nelle piazze: proiezione a San Piero a Ponti nel corso del 2026 con oltre cento presenti e la presenza di alcuni protagonisti del 1996.

Il Ciclone a San Piero a Ponti, ricordi e volti del film

Trent’anni dopo l’uscita che lo rese un caso al botteghino, Il Ciclone è tornato a essere protagonista in una serata che ha unito ricordo e festa. Nel corso del 2026 il film di Leonardo Pieraccioni ha intrapreso un vero e proprio tour regionale composto da circa una decina di tappe, una delle quali si è tenuta al circolo Mcl Don Renzo Paoli di San Piero a Ponti, in collaborazione con la locale sezione della Misericordia di Campi Bisenzio.

La cornice scelta — una struttura normalmente dedicata ad ambulanze e trasporti sociali — è stata trasformata per l’occasione in una sala cinematografica: un allestimento semplice ma sentito, che ha ricreato l’atmosfera di quei giorni invernali del 1996 e ha permesso a oltre cento persone di rivedere il film, scambiarsi emozioni e scattare foto con alcuni protagonisti originali.

Proiezione a San Piero a Ponti e organizzazione dell’evento

La serata è stata resa possibile dall’impegno congiunto del circolo e della Misericordia: il presidente della Misericordia di San Piero a Ponti, Alessio Fontani, si è occupato anche dell’angolo dei popcorn, mentre per il circolo ha fatto gli onori di casa Roberto Papini. Presente anche il provveditore della Misericordia di Campi, Cristiano Biancalani, che ha sottolineato come, nonostante l’organizzazione sia stata rapida, persista «un grande entusiasmo da parte delle persone nei confronti di questo film».

L’evento rientra in una serie di iniziative che nel corso del 2026 hanno portato Il Ciclone in diversi centri della regione per una decina di momenti celebrativi: l’intento era quello di far rivivere il clima di leggerezza e comicità che caratterizzò la pellicola, con il pubblico che ha risposto numeroso e con partecipazione.

Atmosfera e partecipazione

Oltre cento presenti hanno animato la serata con foto, selfie e cori che richiamavano gli anni del film. L’evento ha intercettato due tipi di pubblico: chi custodisce il ricordo diretto dell’uscita del 1996 e i più giovani, che spesso non hanno visto la pellicola al cinema ma hanno voluto partecipare per scoprire quel fenomeno culturale locale. La presenza di volti noti del cast ha aggiunto un elemento emotivo che ha reso la serata più intima e coinvolgente.

Attori presenti e ricordi dal set: Campi, Firenze e la rotatoria sulla Barberinese

Alla proiezione hanno partecipato alcuni interpreti che hanno fatto parte del film: Barbara Enrichi (Selvaggia), Sergio Forconi (Osvaldo) e il campigiano Bruno Santini (il sindaco). Gli attori hanno ricordato il clima delle riprese, definendolo simile a quello di una grande famiglia, e hanno raccontato episodi legati ai luoghi scelti per le scene.

Tra gli aneddoti emersi c’è quello del casolare dove fu girata gran parte della pellicola: era un immobile disabitato che venne appositamente arredato per le riprese. Un’altra curiosità riguarda la celebre scena del primo bacio tra Leonardo Pieraccioni e Lorena Forteza, girata dopo alcune passeggiate per luoghi suggestivi di Firenze: secondo i racconti, quella sequenza fu ripresa in una carrozzeria lungo la via Barberinese di Campi Bisenzio, un luogo che oggi non esiste più perché sostituito da una rotatoria.

Il ricordo del produttore e il coro dei tifosi

Per un momento è riemerso anche il nome del produttore originale, Vittorio Cecchi Gori, richiamato dal pubblico con lo storico coro intonato dai tifosi della Fiorentina che cantavano «con i soldi del Ciclone tu ci compri il ciliegione». Quel verso è rimasto nella memoria collettiva come simbolo dell’eco che il successo del film ebbe non solo nel mondo del cinema ma anche nella cultura popolare locale.

I presenti hanno così potuto mescolare la nostalgia dei trent’anni trascorsi con la curiosità delle nuove generazioni, creando un ponte tra chi conserva il ricordo diretto delle riprese e chi invece scopre adesso il valore culturale di quella commedia fiorentina che ha lasciato più di un tormentone nella lingua comune.

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