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La storia di padre Rosario Landrini e la sua missione a Montefiridolfi

Padre Rosario Landrini è arrivato a Montefiridolfi nel 1989 pensando di fermarsi solo per poco. Oggi, dopo quarant’anni, è diventato una figura centrale della comunità

La storia di padre Rosario Landrini e la sua missione a Montefiridolfi

Nel 1989, padre Rosario Landrini arrivò a Montefiridolfi con l’intenzione di fermarsi solo per un breve periodo. All’epoca, aveva appena 35 anni e l’allora cardinale di Firenze, Silvano Piovanelli, gli aveva affidato la parrocchia di Santa Cristina come incarico part-time, mentre continuava i suoi studi a Roma.

Quello che doveva essere un soggiorno temporaneo si è trasformato in una vita intera dedicata alla comunità di Montefiridolfi, che nel tempo è diventata la sua famiglia.

Dalla Brescia all’Oratorio di San Filippo Neri

Nato a Boario Terme, in provincia di Brescia, padre Rosario proviene da una famiglia numerosa, composta da sette fratelli. Insieme a uno di loro, entrò nel seminario di Brescia, che in quegli anni ospitava circa 950 ragazzi. Dopo il liceo, decise di intraprendere un percorso diverso, laureandosi in Pedagogia a Udine durante il servizio militare.

Fu durante la frequentazione dell’Oratorio di San Filippo Neri a Brescia che incontrò un sacerdote che lo portò a Firenze, nello storico Oratorio di piazza San Firenze. Questa esperienza lo affascinò profondamente e contribuì a far maturare la sua vocazione. Il 27 marzo 1986 venne ordinato sacerdote e, tre anni dopo, arrivò a Montefiridolfi.

La costruzione di una comunità unita

Al suo arrivo, padre Rosario trovò una comunità che aspettava un sacerdote giovane e dinamico. Si rese subito conto della presenza di tanti ragazzi e pensò che fosse necessario creare un luogo dove potessero incontrarsi e crescere insieme. Con l’aiuto di alcuni collaboratori, tra cui padre Carlo, nacque l’idea di un oratorio, ispirato alle esperienze vissute a Brescia e Firenze.

Tra i suoi primi collaboratori c’era anche un giovane di quindici anni, Massimiliano Gori, che già allora aiutava nella vita della parrocchia e nel coro di Santa Cristina. Tra i due nacque un rapporto di grande fiducia, tanto che padre Rosario gli affidò persino le chiavi della chiesa. Quel ragazzo, oggi don Massimiliano Gori, ha seguito una strada simile alla sua, diventando sacerdote e arrivando alla guida della Propositura di San Casciano, dove ha celebrato i suoi 25 anni di sacerdozio.

La realizzazione del circolino

Con il passare del tempo, la comunità crebbe e divenne necessaria una struttura più adeguata. Insieme al consiglio pastorale, padre Rosario individuò una struttura che oggi è conosciuta come il circolino. Il ricordo di quel periodo è ancora vivo: entrando nella grande sala, gli indicarono il soffitto, dove c’era un enorme buco. Era tutto da rifare.

Servivano risorse economiche e fu acceso un mutuo, con l’aiuto decisivo del cardinale Piovanelli, che firmò i documenti necessari per la banca. Ma soprattutto fu fondamentale il lavoro di tanti volontari che si rimboccarono le maniche. Oggi, quel progetto è diventato una realtà solida, con gruppi del sabato sera, iniziative di aggregazione e attività che coinvolgono ragazzi e genitori.

L’accoglienza dei senegalesi: una storia di integrazione

Tra i ricordi più significativi di padre Rosario c’è anche quello del 1991, quando Montefiridolfi accolse un gruppo di persone provenienti dal Senegal. In un piccolo paese rurale, non era una scelta scontata. Fu il cardinale Piovanelli a chiedere alle comunità di aprire le proprie porte, ma inizialmente non fu semplice.

“Nessuno disse subito di sì – racconta padre Rosario – ma piano piano lavorai perché questa ospitalità si realizzasse”. A distanza di oltre trent’anni, quella decisione è diventata una storia di integrazione. Quelle famiglie sono rimaste, sono arrivati figli e nipoti, molti lavorano nelle fattorie della zona e sono parte integrante della vita del paese.

“Pur restando musulmani – racconta padre Rosario – si occupano anche della chiesa. I loro ragazzi giocano a pallone con la squadra di Montefiridolfi. È la dimostrazione che basta aprire le proprie porte, non avere paura dell’altro”.

Il Vangelo è vicinanza

Per padre Rosario, la fede passa prima di tutto dalla vicinanza. “La cosa più importante è stata essere presente per queste persone – racconta – per chi fatica ogni giorno, per chi vive momenti difficili, per chi ha problemi in famiglia. Anche soltanto suonare un campanello e chiedere “come va?” o “dove vai in vacanza?” significa annunciare il Vangelo”.

“Il Vangelo è questo: esserci”. E proprio per questo Montefiridolfi è diventata molto più di una parrocchia. “È diventata la mia grande famiglia – dice – una comunità che mi ha dato la possibilità di svolgere la mia missione sacerdotale”.

Una festa per celebrare quarant’anni di storia

Quarant’anni di sacerdozio, per padre Rosario, sono soprattutto quarant’anni di incontri. “Sono stati una grazia, soprattutto dal punto di vista umano, vissuti accanto alle persone, nella comunità di Montefiridolfi, che è stata una grande famiglia allargata e mi ha dato tanti esempi di umanità e fraternità”.

Sabato 25 luglio la comunità si riunirà per celebrare questo importante anniversario con una Santa Messa dedicata ai quarant’anni di sacerdozio di padre Rosario e ai 25 anni di sacerdozio di don Massimiliano. La giornata proseguirà con la processione, un’apericena e i tradizionali fuochi d’artificio di Santa Cristina.

Una festa per ringraziare un sacerdote che, arrivato pensando di fermarsi poco, ha finito per dedicare quarant’anni della sua vita a una comunità che oggi sente profondamente sua.

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