15 Ottobre 2026 ☀ 10°

Lenticchie d’acqua in massa: la causa dei granuli bianchi nella costa toscana

Una strana patina bianca avvolge le coste toscane: è il risultato di lenticchie d’acqua trasportate dall’Arno, scomparse il verde per le alte temperature estive.

Lenticchie d’acqua in massa: la causa dei granuli bianchi nella costa toscana

Negli ultimi giorni di ottobre la sabbia di località famose come Rimigliano, Baratti, il golfo di Follonica e l’Isola d’Elba è stata interrotta da una curiosa patina bianca. I passanti, i bagnanti e gli operatori turistici hanno riferito la presenza di granuli simili a piccole lenticchie, un fenomeno che ha destato subito l’interesse delle autorità ambientali. Le immagini diffuse sui social mostrano distese di materiale bianco che si stende per diversi metri, creando un contrasto insolito con il colore dorato della sabbia mediterranea.

Analisi scientifiche: cosa sono i granuli bianchi

Le indagini condotte dall’Arpat hanno permesso di identificare la natura di questi residui. Campioni prelevati sulle spiagge sono stati sottoposti a analisi chimiche, rivelando una marcata componente polisaccaridica vegetale. L’esame al microscopio, supportato da una relazione tecnica dei botanici dell’Università di Siena ha mostrato che i granuli corrispondono a piccole piante acquatiche galleggianti tipiche di ambienti di acqua dolce. In particolare, gli esemplari appartengono alla famiglia delle lentillaceae comunemente chiamate lenticchie d’acqua.

Le specie individuate

Tra i campioni analizzati è emerso che la quasi totalità è composta da Lemna gibba una specie di lenticchia d’acqua che prospera in acque calme o a flusso lento. In alcuni casi, soprattutto nella zona urbana di Pisa osservata il 10-11 ottobre, è stata identificata la Lemna polyrrhiza. Entrambe le specie sono caratterizzate da una fogliolina verde brillante in condizioni naturali; però, una volta trasportate in ambiente marino, la clorofilla si degrada, facendo comparire una colorazione bianca priva di pigmenti.

Da fiume a spiaggia: il percorso delle lenticchie d’acqua

Secondo le ricostruzioni fornite dall’Arpat l’origine dei granuli risale alla foce dell’Arno. Durante la fine estate 2026, le alte temperature hanno riscaldato le acque superficiali, favorendo una proliferazione massiccia di lenticchie d’acqua in diversi corsi d’acqua, tra cui il Po e il Reno. A metà settembre, gli ammassi hanno ricoperto ampie zone dell’Arno nel tratto fiorentino. Le correnti marine, unite a venti provaci, hanno poi spinto le piantine verso sud, lungo la costa toscana, fino a raggiungere l’Arcipelago toscano. Una volta immesse in acqua salata, le lenticchie hanno iniziato a decadere: la perdita di clorofilla le ha rese invisibili al verde trasformandole in aggregati bianchi che, trasportati dalle onde, sono stati depositati sulle spiagge.

Il fenomeno è stato attribuito alle condizioni meteoclimatiche eccezionali registrate nell’estate 2026, con temperature dell’acqua più elevate del normale sia nei bacini d’acqua dolce che in quelli marini. Queste anomalie hanno favorito la crescita rapida delle piante e, al contempo, hanno accelerato il loro decadimento una volta a contatto con l’ambiente marino. L’intervento tempestivo dell’Agenzia che ha informato il Comune di Pisa degli esiti delle analisi, dimostra la prontezza delle istituzioni nel monitorare fenomeni ambientali di nuova comparsa.

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