14 Ottobre 2026 ☀ 18°

Operazione al polmone di Papa Leone XIV: i protagonisti medici

Scopri i volti dietro l’intervento al polmone di Papa Leone XIV e la squadra medica che lo segue.

Operazione al polmone di Papa Leone XIV: i protagonisti medici

Il 13 ottobre 2026 il pontefice Leone XIV è stato ricoverato al decimo piano del Policlinico Agostino Gemelli di Roma per l’asportazione di un nodulo polmonare individuato durante gli esami di routine. Il Papa ha definito la lesione “ben localizzata” e “in fase iniziale”, consentendo un intervento programmato ma tempestivo, in linea con i principi della medicina di precisione. La procedura, completata nello stesso pomeriggio, rappresenta il punto focale di un’attenzione mediatica che ha messo sotto i riflettori l’intera équipe sanitaria vaticana.

Il quadro clinico e la decisione di operare

Le indagini effettuate nei giorni precedenti hanno rivelato una piccola massa nel lobo inferiore destro, senza segni di diffusione. La tempestività è stata fondamentale per evitare una crescita che potesse complicare il percorso di guarigione del Pontefice. Il team ha concordato un intervento minimamente invasivo, scegliendo la tecnica VATS (Video-Assisted Thoracic Surgery) per ridurre al minimo il trauma toracico e accelerare la convalescenza. La procedura è durata circa 90 minuti e, secondo le prime valutazioni, non ha presentato complicanze.

Luigi Carbone: il medico personale del Santo Padre

All’attività clinica di Luigi Carbone, 54 anni, si aggiunge la carica di direttore della Sanità e Igiene del Governatorato Vaticano ruolo ricoperto dal 2025. Laureatosi in Medicina e Chirurgia nel 1999 all’Università del Sacro Cuore di Roma, ha poi conseguito specializzazioni in Medicina Interna presso la Cattaneo di Castellanza e in Medicina d’Emergenza a Firenze. Attualmente è dirigente dell’Unità Operativa Complessa di Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso del Gemelli-Isola, dove la sua esperienza nella gestione di situazioni critiche si intreccia con la cura quotidiana del Papa.

Un percorso accademico e una funzione di coordinamento

Carbone ha già seguito il pontefice Francesco in qualità di referente sanitario, accompagnandolo anche durante i viaggi apostolici, come l’ultimo soggiorno in Francia a fine settembre. La sua presenza costante garantisce al Santo Padre una continuità di assistenza, dal controllo di routine alla gestione di emergenze. Il ruolo di coordinatore implica anche la supervisione dei vari specialisti coinvolti nell’intervento, assicurando che le decisioni cliniche siano sempre allineate alle esigenze di una figura di rilievo universale.

Stefano Margaritora: il chirurgo alla guida dell’intervento

Il responsabile tecnico dell’operazione è il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica del Gemelli e docente ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nato a Roma nel 1960, ha conseguito la laurea magna cum laude nel 1985, specializzandosi in Chirurgia Toracica generale nel 1995 e successivamente ottenendo una qualifica in Medicina Generale alla Sapienza. Un breve stage presso l’Università del Michigan ha consolidato la sua esperienza internazionale.

Innovazione nella chirurgia toracica

Margaritora è considerato uno dei pionieri italiani della chirurgia toracica video-assistita (VATS) e della chirurgia robotica mini-invasiva. Con più di 400 pubblicazioni scientifiche e l’appartenenza a prestigiose società come la European Society of Thoracic Surgery, il suo approccio garantisce al Papa l’uso delle più avanzate tecniche meno invasive. Tra i suoi impegni precedenti, dal 2011 al 2013 ha diretto l’UOC di Chirurgia Toracica al Centro Oncologico di Sesto Fiorentino, dove ha lanciato il progetto di prevenzione “Cosmos 2” per il tumore al polmone.

Il supporto infermieristico: Massimiliano Strappetti

Accanto a Carbone e Margaritora, il ruolo di cura continua è affidato a Massimiliano Strappetti, infermiere esperto di 54 anni. Dopo una carriera nella rianimazione del Gemelli, Strappetti ha assistito tre papi – Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco – fino all’ultimo respiro di Benedetto XVI. Nel contesto dell’intervento di Leone XIV, sarà lui a gestire la degenza post-operatoria, monitorando i parametri vitali e supportando la riabilitazione respiratoria. La sua esperienza consolidata nella cura dei pontifici lo rende una figura di riferimento imprescindibile per la salute del Vaticano.

La sinergia tra la gestione clinica di Luigi Carbone, la perizia chirurgica di Stefano Margaritora e l’assistenza costante di Massimiliano Strappetti assicura al pontefice una continuità di cure di altissimo livello. Se l’esito dell’intervento rimane positivo e la biopsia conferma una lesione in fase molto precoce, il Papa dovrebbe lasciare il reparto entro una settimana, pronto a riprendere gli impegni pastorali con la consueta serenità.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Firenze adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 14 Ottobre