Il gruppo Mediobanca ha concluso il periodo di nove mesi del 2026 con risultati che superano le stime più ottimistiche. Utile netto pari a 1,090,1 milioni di euro, in crescita del 13,3% rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente, e ricavi record di 2,925,6 milioni di euro (+8,9%). La solidità della performance è confermata anche dal CET1 ratio, fissato al 15%, indice di una capienza patrimoniale robusta in un contesto di mercato ancora incerto.
Performance complessiva dei primi nove mesi
Il risultato operativo lordo ha toccato 1,782,8 milioni di euro, segnando un incremento del 15,9%. Tale risultato è stato trainato da un aumento dei volumi di credito, da una crescita del Corporate & Investment Banking e da una più consistente partecipazione di Assicurazioni Generali. Il margine di interesse è salito a 1,50 miliardi (+1,9%), grazie ai nuovi finanziamenti erogati alla clientela. Le commissioni nette hanno registrato un lieve balzo dell’1,2% arrivando a 677,2 milioni di euro, mentre la componente di proventi da negoziazione è cresciuta dell’84,4%.
Corporate & Investment Banking: il motore della crescita
Il segmento CIB ha registrato ricavi di 689,2 milioni di euro (+14,1%) e un utile in crescita del 27,3%, pari a 233 milioni. L’advisory e le attività di markets hanno contribuito decisamente, con commissioni nette che hanno toccato 285,4 milioni (+9,7%). Il volume degli impieghi corporate è aumentato del 15,9% a 21,9 miliardi, mantenendo il costo del rischio al 5 punti base e un tasso di sofferenze lorde sull’impiego pari allo 0,3%.
Wealth Management e Consumer Finance: trend divergenti
Nel comparto Wealth Management le masse gestite hanno raggiunto 117,2 miliardi di euro (+1,1%), ma l’utile netto è calato del 21,7% a 129,1 milioni, penalizzato da una maggiore tassazione e da costi straordinari per la retention del personale. Le commissioni nette sono scese allo 0,8% e i depositi hanno registrato una flessione dell’8,5%.
Consumer Finance: volumi in crescita, costi in aumento
La divisione Consumer Finance, comprendente la controllata Compass, ha generato ricavi per un miliardo di euro (+4,2%) e nuovi finanziamenti per 7,94 miliardi (+12%). La quota di mercato è del 14% con una forte espansione nei prestiti personali (+11,2%) e nei finanziamenti auto (+15,9%). Tuttavia, le rettifiche creditizie sono cresciute del 21% fino a 249,6 milioni, facendo lievemente calare l’utile netto a 301,3 milioni di euro.
Patrimonio, rischio e prospettive future
Il patrimonio complessivo ha registrato un lieve calo del CET1 ratio, sceso al 15% a seguito di un aumento delle attività ponderate per il rischio e delle deduzioni legate alla partecipazione in Generali. Il costo del rischio è salito a 53 punti base, e le rettifiche sui crediti hanno toccato 256,8 milioni. Nonostante ciò, il totale delle esposizioni alla clientela è aumentato dell’8,4% a 65 miliardi di euro, con crediti deteriorati lordi pari a 1,2 miliardi (incidenza 1,8%).
Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Vittorio Umberto Grilli, ha confermato la guidance stabilita ad agosto, ribadendo l’impegno a mantenere la disciplina e la vicinanza al cliente anche in un panorama macroeconomico incerto. Il CEO Alessandro Melzi d’Eril ha concluso sottolineando che la forza del brand, il franchise consolidato e l’alto livello di professionalità delle persone sono i pilastri su cui la banca continuerà a costruire il futuro.



