Il progetto della nuova linea tramviaria che collega il centro di Firenze a Bagno a Ripoli ha trasformato parte del tessuto urbano in un vero e proprio cantiere. A partire da aprile scorso, le operazioni hanno coinvolto piazza Beccaria e il tratto compreso fra viale Europa e viale Giannotti, creando disagi permanenti per residenti, pendolari e attività commerciali. Nonostante le promesse di chiusura entro la fine dell’anno, i lavori sono stati rallentati da diversi fattori, tra cui ritrovamenti archeologici inattesi e una revisione del progetto originale.
Scavi, lampioni e ritardi a piazza Beccaria
Nel cuore della città, piazza Beccaria ha assistito a una trasformazione che ha lasciato perplessi i passanti: il verde è quasi sparito, i lampioni installati hanno una forma che molti definiscono “ufo” e le vie di accesso sono costantemente ristrette da recinzioni. L’assessore alla mobilità, Andrea Giorgio, ha confermato al Consiglio comunale che il termine definitivo dei lavori è ancora previsto per dicembre, anche se i ritrovamenti archeologici hanno già provocato un accumulo di ritardi. Il Comune ha ordinato alle imprese di arretrare le transenne di 3-4 metri rispetto ai fronti dei negozi, nella speranza di alleviare l’impatto sul commercio locale.
Impatto sui commercianti di viale Europa
Le attività lungo viale Europa e viale Giannotti vivono una crisi senza precedenti. Gerardo Arena, proprietario di due negozi, ha denunciato la chiusura forzata del divieto di sosta, valido dal 9 luglio al 31 agosto 2026, ma ancora in vigore a metà settembre. L’assenza di parcheggi e la ridotta disponibilità di corsie hanno reso quasi impossibile l’accesso dei clienti, provocando un calo dei fatturati e la perdita di personale. Alla stessa ora, altri esercizi come Bomber Firenze, Orlandini e Vidocq Sport hanno chiuso i battenti, mentre chi rimane aperto deve far fronte a spese fisse senza alcuna garanzia di ritorno del traffico pedonale.
Le richieste di Confcommercio e il tavolo permanente
Confcommercio Firenze ha rivolto una lettera aperta alla sindaca Sara Funaro, chiedendo l’istituzione di un tavolo politico-istituzionale permanente dedicato alle aree urbane interessate dal cantiere. Franco Marinoni, direttore dell’associazione, ha evidenziato come le continue modifiche alla viabilità e la mancanza di informazioni precise stiano minacciando la sostenibilità economica delle attività. Il tavolo proposto dovrebbe includere rappresentanti del Comune, dei quartieri, dei centri commerciali naturali e delle associazioni di categoria, per garantire un percorso di accompagnamento che vada oltre la semplice realizzazione della tramvia.
Prospettive per la conclusione dei cantieri
Nonostante le tensioni, l’assessore Andrea Giorgio assicura che la circolazione stradale rimarrà aperta durante le fasi finali dei lavori e che il Comune sta monitorando da vicino il rispetto dei tempi. Tuttavia, le dichiarazioni dei commercianti – che chiedono una programmazione chiara e una data certa di chiusura – mostrano una crescente frustrazione. Senza una comunicazione trasparente e un sostegno concreto, il rischio è quello di vedere ulteriori attività chiudere definitivamente, compromettendo la vitalità dei quartieri interessati anche dopo la fine del progetto tramviario.



