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Rottamazione tributi a Borgo San Lorenzo: cosa cambia per i cittadini

Il dibattito sulla rottamazione dei tributi locali a Borgo San Lorenzo si infiamma. Con 22,8 milioni di euro di crediti non riscossi, il Comune è chiamato a una scelta cruciale.

Rottamazione tributi a Borgo San Lorenzo: cosa cambia per i cittadini

Il Comune di Borgo San Lorenzo si trova di fronte a una decisione cruciale riguardante la gestione dei tributi locali. La consigliera Vittoria Boni, del gruppo Borgo Visione, ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sull’adesione alla rottamazione-quinquies per IMU, TARI, sanzioni e altri crediti comunali. Una misura che potrebbe avere un impatto significativo sia sulle finanze dell’ente sia sulla vita dei cittadini.

La rottamazione-quinquies rappresenta un’opportunità per i contribuenti di regolarizzare la propria posizione fiscale attraverso condizioni agevolate. Per il Comune, invece, potrebbe significare il recupero di somme altrimenti difficilmente esigibili. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata tra il 16 ottobre e il 15 .

I numeri che preoccupano

Secondo i dati diffusi dal Centro Destra locale, il Comune di Borgo San Lorenzo gestisce un ammontare di crediti non riscossi pari a circa 22,8 milioni di euro. Di questi, oltre 4,4 milioni sono classificati come crediti di dubbia esigibilità, ovvero somme per le quali il recupero risulta particolarmente complesso. Un dato che, secondo gli esponenti dell’opposizione, rappresenta un elemento di forte criticità nella gestione finanziaria dell’ente.

La situazione è resa ancora più critica dal fatto che il Fondo crediti di dubbia esigibilità ammonta a 4.456.968,02 euro. Questo importo significativo pone con forza il tema della riscossione e della capacità del Comune di trasformare i crediti iscritti a bilancio in risorse effettivamente disponibili.

Le posizioni politiche

Il gruppo Borgo Visione e il Centro Destra locale hanno espresso il proprio sostegno alla proposta avanzata dalla consigliera Vittoria Boni. Secondo loro, l’adesione alla rottamazione dei tributi locali consentirebbe ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione attraverso condizioni agevolate, incentivando cittadini e imprese a rientrare nella legalità fiscale.

Occasione da valutare subito per recuperare risorse e aiutare cittadini e famiglie in difficoltà“, ha dichiarato Vittoria Boni. “Non possiamo permetterci che il Comune lasci passare in silenzio un’occasione di questo tipo“. La consigliera ha sottolineato come la rottamazione possa rappresentare uno strumento concreto per recuperare somme difficilmente esigibili e, allo stesso tempo, offrire una possibilità a cittadini, famiglie e imprese che vogliono regolarizzare la propria posizione.

Gli esponenti di Borgo Visione contestano inoltre la scelta dell’amministrazione comunale di non aderire alle possibilità offerte dalla normativa nazionale in materia di definizione agevolata dei tributi locali. A loro giudizio, la decisione sarebbe il risultato di una visione troppo rigida della gestione fiscale e non terrebbe adeguatamente conto delle difficoltà economiche che possono interessare famiglie, cittadini e attività produttive.

Le implicazioni per il Comune

La proposta sostenuta dall’opposizione punta a conciliare il principio del rispetto degli obblighi tributari con la necessità di favorire il rientro dei contribuenti in una situazione di regolarità. Secondo questa impostazione, strumenti straordinari di recupero potrebbero contribuire sia a migliorare la capacità di riscossione dell’ente sia a rafforzare il rapporto tra amministrazione e contribuenti.

Il tema dei crediti non riscossi e delle modalità di recupero delle entrate continua ad alimentare il confronto politico cittadino. Da una parte vi è chi ritiene prioritario mantenere una linea rigorosa nella gestione tributaria, dall’altra chi propone misure straordinarie per favorire il recupero delle somme dovute e incrementare le entrate effettivamente disponibili per il Comune.

La questione non è solo contabile: è politica, sociale e amministrativa“, ha aggiunto Boni. “Aderire alla rottamazione significa valutare una strada per riportare nelle casse comunali almeno una parte di somme che rischiano di restare sulla carta. Significa anche dare un segnale di attenzione verso chi si trova in difficoltà, senza penalizzare chi ha sempre pagato regolarmente“.

La consigliera ha inoltre chiesto che, in caso di mancata adesione, l’Amministrazione spieghi in Consiglio comunale le ragioni politiche, economiche e amministrative della scelta, indicando quali strategie alternative intenda adottare per recuperare i crediti e impedire l’aumento dei residui attivi nei prossimi esercizi.

Il Comune deve assumersi la responsabilità di una decisione chiara“, ha concluso Boni. “La rottamazione non può essere ignorata né trattata come un tema tecnico riservato agli uffici. Riguarda il bilancio, i servizi, i cittadini e la credibilità dell’Ente. Per questo chiediamo trasparenza, tempi certi e la discussione pubblica in Consiglio comunale“.

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