Nel lontano 2001 tre suore – suor Simonasuor Letizia e suor Lucia – decisero di trasformare la canonica cinquecentesca della parrocchia di San Miniato a Scò in un rifugio per chi si trovava in difficoltà. Nasce così la Fraternità della Visitazione un luogo dove le porte rimangono sempre aperte e dove ogni gesto è volto a offrire accoglienza gratuita a madri, bambini e donne in situazioni di vulnerabilità.
Da un piccolo progetto a una realtà di riferimento: i primi passi del 2001
Con risorse limitate ma con una volontà incrollabile, le suore iniziarono a sistemare gli spazi della canonica, creando stanze abitabili e aree comuni. A partire da quel momento, la struttura ha salutato quasi 900 ospiti provenienti da più di 30 nazionalità dimostrando che l’impegno locale può avere un raggio d’azione molto più ampio di quanto si possa immaginare. Ogni nuova accoglienza ha rappresentato una vittoria contro l’emarginazione, consolidando il ruolo della Fraternità come punto di riferimento per il territorio valdarnese.
Le fondamenta della casa aperta
Nel corso degli anni, suor Valentina si aggiunse al team, completando il nucleo fondatore. Insieme hanno instaurato un clima di ascolto e solidarietà, dove ogni ospite poteva trovare non solo un tetto, ma anche una rete di sostegno emotivo e pratico. La loro presenza ha permesso di avviare programmi di laboratoricorsi di sostegno alla genitorialità e percorsi di integrazione abitativa e lavorativa, tutti finalizzati a favorire la dignità e l’autonomia delle persone assistite.
Il percorso di 25 anni: dati, servizi e testimonianze
Nel venticinque-annuale cammino della Fraternità, sono state accolte circa 250 nuclei familiari. Oltre a fornire un rifugio temporaneo, il progetto ha sostenuto la crescita di 36 bambini nati all’interno della casa, garantendo loro un legame sicuro con la madre. Oltre all’accoglienza, la comunità si è arricchita di volontari giovani scout, famiglie e gruppi parrocchiali, creando una rete di solidarietà capace di offrire supporto continuo e di ridurre il rischio di ricaduta nella marginalità.
Il giubileo in scena: eventi dal 25 settembre al 31 maggio 2027
Il ciclo celebrativo è iniziato con una veglia di preghiera il 25 settembre, guidata da don Luigi Verdi fondatore della Fraternità di Romena. L’appuntamento più atteso si è svolto il 4 ottobre nella chiesa della Fraternità a Piandiscò dove più di 400 partecipanti hanno celebrato la festa con giovani, famiglie e cittadini. La programmazione prosegue fino al 31 maggio 2027, giorno della Festa della Visitazione, che chiuderà ufficialmente il giubileo.
Il culmine del percorso celebrativo avrà luogo giovedì 15 ottobre, alle ore 21, con l’incontro intitolato “La forza dell’insieme”. don Luigi Ciotti fondatore di Libera e del Gruppo Abele sarà presente per condividere la sua esperienza nella lotta contro la criminalità organizzata e per sottolineare il valore della solidarietà. L’intervento, aperto a tutti, rappresenta un messaggio di speranza per chi, come la Fraternità, crede che l’unione faccia la forza.
Nel frattempo, la Fraternità continua a offrire servizi di accoglienza gratuiti, focalizzati su madri vittime di violenza, donne in condizioni di sfruttamento e famiglie in stato di emergenza. L’obiettivo rimane quello di tutelare il legame tra madre e figli, fornendo il tempo necessario per ricostruire fiducia e progetti di vita. Grazie al lavoro costante di suore, volontari e collaboratori, la Fraternità della Visitazione si conferma ancora oggi come un faro di solidarietà sul panorama sociale dell’Alto Valdarno.



