Le Elezioni comunali di Milano, fissate per il 2027, hanno già suscitato un vivace dibattito interno alle due principali coalizioni. Da un lato, il centrodestra si discute se aprire o meno le primarie per eleggere il candidato che sfiderà il futuro sindaco. Dall’altro, il centrosinistra registra un vantaggio nei sondaggi recenti, mentre a Sesto Fiorentino il tema del CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri) accende nuove polemiche.
Il centrodestra milanese: tra Lega, Forza Italia e la questione delle primarie
Nel contesto della coalizione di centrodestra, la Leg a ha nominato Silvia Sardone, vice di Matteo Salvini, come possibile candidata sindaca. La proposta è stata avanzata in Pontida, dove Salvini ha ribadito la volontà di rilanciare le primarie di coalizione. Tuttavia, il coordinatore regionale di Forza Italia Alessandro Sorte, ha respinto l’idea, sostenendo che il “metodo collaudato” del centrodestra prevede una scelta più gestita, senza aprire la corsa a tutti gli elettori. La tensione è alimentata dal timore che una primaria aperta possa favorire la Lega a scapito di Forza Italia, soprattutto se la barra di voto a Milano dovesse confliggere con le ambizioni nella regione Lombardia e nella prossima elezione regionale del 2028.
Scenari di scambio territoriale
Alcuni osservatori ipotizzano che Forza Italia possa cedere Milano a favore di una candidatura a Napoli, mentre la Lega potrebbe mantenere il controllo sui comuni lombardi per rafforzare la propria posizione nella Regione Lombardia. Nel frattempo, la parte più moderata della coalizione, rappresentata da Noi Moderati con Maurizio Lupi, e da Matteo Perego di Forza Italia, rimane in attesa di un compromesso che consenta di presentare una candidatura unitaria senza dover ricorrere a una primaria estesa.
Il centrosinistra in vantaggio: sondaggi Ixè e possibili sfide primarie
Un’indagine realizzata da Ixè tra il 9 e il 16 settembre ha rilevato che, tra gli elettori già orientati verso una primaria del centrosinistra il giornalista Mario Calabresi ottiene tra il 48% e il 53% dei consensi, superando Pierfrancesco Majorino (30-36%) e la vicesindaca Anna Scavuzzo (8-10%). Il suo indice di fiducia è del 68%, davanti al 50% di Majorino e al 47% di Scavuzzo. Parallelamente, le intenzioni di voto per le elezioni comunali mostrano il 45% degli intervistati favorevole al centrosinistra contro il 38% al centrodestra, sebbene la percezione dell’esito finale sia quasi equilibrata (38% pensa vincerà il centrodestra, 36% il centrosinistra).
Il peso della notorietà
Se si guarda alla notorietà dei candidati, Majorino guida con il 75% degli intervistati che lo riconoscono, seguito da Calabresi (67%) e Scavuzzo (48%). Tuttavia, la fiducia rimane a favore di Calabresi, suggerendo che la sua esperienza giornalistica e la retorica più moderata potrebbero attrarre gli elettori indecisi, che attualmente rappresentano il 25% del campione.
Sesto Fiorentino e la battaglia contro il CPR
Nel frattempo, a Sesto Fiorentino, il sindaco Damiano Sforzi ha espresso una ferma opposizione al progetto di Centro di Permanenza per i Rimpatri definendolo incompatibile con i valori di “sicurezza” della città. Il sindaco ha contestato le dichiarazioni di Stella e Ferri di Forza Italia, sostenendo che la proposta è una “boutade elettorale” e che la sicurezza non si riduce a “separare, trattenere e rendere invisibili” le persone. Sforzi ha sottolineato che la vera sicurezza si basa su legalità, integrazione, lavoro e coesione sociale.
Motivi di contrasto
Secondo il sindaco, la scelta di Sesto Fiorentino come possibile sede del CPR ignora la realtà urbana: la città è attraversata da autostrade, ferrovia e aeroporto, ma è anche densamente popolata, con quartieri abitati, imprese, un polo scientifico-universitario e una rete attiva di associazioni. Verrà quindi contrastato qualsiasi tentativo di trasformare la proposta in un progetto concreto, con l’amministrazione pronta a opporsi in tutte le sedi possibili.
Parallelamente, il dibattito sul CPR a Sesto Fiorentino aggiunge un ulteriore livello di complessità al panorama politico lombardo, evidenziando le diverse visioni di sicurezza e integrazione che caratterizzano il dibattito nazionale.



