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Giunta Toscana in crisi per la nuova pista di Peretola

Un voto sorprendente sull’aeroporto di Peretola mette in luce le tensioni interne alla maggioranza toscana e prospetta nuove sfide politiche.

Giunta Toscana in crisi per la nuova pista di Peretola

Il aeroporto di Peretola è tornato al centro del dibattito regionale: una votazione tecnico-procedurale, destinata a confermare un documento richiesto dalle istituzioni europee, ha prodotto un risultato inatteso. Il 28 settembre la giunta toscana ha dovuto decidere se approvare o meno l’integrazione di un dossier economico-sociale sull’ampliamento della pista, ma due assessori hanno espresso opposizione, evidenziando le crepe nascoste nel campo largo che governa la regione.

Alberto Lenzi, portavoce dell’Alleanza Verde e Sociali (AvS), e David Barontini, esponente del Movimento 5 Stelle, hanno votato contro. Lenzi ha ribadito la posizione storica del suo partito, contraria a qualsiasi estensione dell’infrastruttura che possa aggravare l’impatto ambientale e il consumo di suolo. Ha definito il suo voto politico e simbolico un segnale di coerenza con la linea ecologista del gruppo. Barontini, invece, ha contestato la documentazione incompleta relativa alle criticità territoriali, chiedendo chiarimenti su valutazioni d’impatto ambientale ancora da perfezionare.

Le motivazioni della dissidenza

Il rifiuto di Lenzi e Barontini non è stato un semplice caso isolato. L’AvS aveva già opposto il foglio di via al nuovo impianto di ossicombustore per i rifiuti a Peccioli, mentre il M5S aveva più volte denunciato la mancanza di trasparenza nei progetti infrastrutturali. Entrambi gli assessori hanno sottolineato che la richiesta di integrazione documentale è arrivata dopo la formazione della nuova maggioranza, facendo apparire la pratica come una mossa di pressione esterna, forse proveniente da Roma, per accelerare il processo di finanziamento europeo.

Secondo le dichiarazioni diffuse, la giunta si sarebbe trovata a dover scegliere tra rispettare i tempi imposti dal Ministero e quella di garantire una valutazione adeguata delle ricadute ambientali. L’opposizione dei due assessori ha quindi trasformato una procedura apparentemente “tecnica” in un vero e proprio punto di svolta politico costringendo la maggioranza a rivedere la propria strategia di comunicazione.

Reazioni della maggioranza e pressioni esterne

Eugenio Giani, presidente della regione e leader del Partito Democratico, ha interpretato l’evento come un “intoppo fisiologico” e ha sterzato verso il prossimo tema della maggioranza: le energie rinnovabili, assicurando che su quel fronte la coalizione rimane compatta. Tuttavia, la sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha ribadito il suo sostegno al progetto, citando le battaglie storiche del nonno Piero Bargellini per lo sviluppo dell’aeroporto. Ha espresso il desiderio di inaugurare i lavori della nuova pista, definendola indispensabile per una città “all’altezza della sua importanza internazionale”.

Il centrodestra non ha tardato a cogliere il momento: Marco Stella, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ha presentato un’interrogazione definendo la maggioranza “spaccata ogni volta che emerge un tema rilevante”. Inoltre, l’eurodeputato Francesco Torselli ha accusato la coalizione di allinearsi con forze che hanno posizioni opposte su Peretola, suggerendo che Giani non abbia un pieno controllo sulla sua stessa alleanza.

Le prospettive future

Con il voto di lunedì ancora aperto, la questione dell’ampliamento di Peretola si prepara a evolversi in una disputa più ampia, che coinvolgerà anche le prossime decisioni su energie rinnovabili e altre grandi opere infrastrutturali. La spaccatura interna mette in dubbio la capacità del campo largo di conciliare sviluppo economico e tutela ambientale, una tensione che potrebbe riflettersi nelle prossime elezioni politiche. Se la maggioranza non riuscirà a riunire le proprie fila, il rischio è che ulteriori progetti chiave vengano ritardati o addirittura bloccati, alimentando il dissenso sia all’interno del centrosinistra sia tra gli elettori indecisi.

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