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Strada Chianti celebra 60 anni alluvione con “Acqua, fango e nafta”

Una serata al Centro Civico di Strada ricorderà l’alluvione fiorentina del 1966 tra foto, video e racconti dal vivo.

Strada Chianti celebra 60 anni alluvione con “Acqua, fango e nafta”

Il 8 novembre la frazione di Strada, in Chianti, si trasformerà per qualche ora in un vero e proprio archivio vivente della tragedia fiorentina del 4 novembre 1966. L’iniziativa, intitolata Acqua, fango e nafta, è promossa con il sostegno del Comune di Greve in Chianti e della Pro Loco di Strada, e si svolgerà presso il Centro Civico della frazione.

Alle ore 17.30, la sala sarà aperta al pubblico senza alcun biglietto d’ingresso; la cittadinanza è invitata a partecipare per rivivere, attraverso una serie di testimonianze, la drammatica ondata di fango che nel 1966 travolse Firenze. L’assessora alla Cultura e alla valorizzazione delle frazioni, Monica Toniazzi, introdurrà la serata, sottolineando il legame tra memoria collettiva e attuale equilibrio uomo-ambiente.

L’evento “Acqua, fango e nafta”: organizzazione e protagonisti

L’incontro nasce dal desiderio di creare uno spazio di ricordo condiviso, dove dati storici e testimonianze personali si intrecciano. L’assessora Toniazzi aprirà la rassegna, affidando la conduzione a due giovani del territorio, Paolo Varone Kagel e Riccardo Colucci, che animano la serata con brevi interventi teatrali.

Le testimonianze raccolte

Foto, video e memorie di Laura Tatini e Cristina Viggiani

Le curatrici Laura Tatini e Cristina Viggiani hanno selezionato un archivio inedito di fotografie, riprese video e documenti scritti, frutto di anni di ricerca tra i ricordi dei fiorentini che vissero l’alluvione. Le immagini mostrano il fiume Arno in piena, ponti sventrati, e gli interni della Biblioteca Nazionale Centrale sommersi da più di un milione di volumi. Queste testimonianze saranno proiettate sul grande schermo del Centro Civico, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sulla devastazione.

Il contesto storico dell’alluvione del 4 novembre 1966

Il 4 novembre 1966 l’Arno esplose fuori dai suoi argini con una velocità stimata di 60 km/h e una portata di 4 000 m³ al secondo, ovvero quaranta volte il flusso abituale del fiume. Le acque, alte tra i 3 e 5 metri, sommergono piazze, strade e interi quartieri, distruggendo ponti e causando danni irreparabili al patrimonio artistico: tra le opere colpite vi sono numerosi dipinti degli Uffizi, mentre la Biblioteca Nazionale subì la perdita di oltre un milione di volumi. L’impatto fu tale da trasformare la calamità in una vera e propria crisi idraulica e geologica.

Nafta e contaminazione

Il titolo dell’incontro richiama anche la presenza di nafta nella mischia di fango. Durante il picco della piena, i serbatoi di carburante delle automobili venute via dalla corrente si ruppero, rilasciando cherosene e gasolio che si mescolarono al fango, aggravando le contaminazioni ambientali. Questo aspetto sarà approfondito durante la serata, per evidenziare come la catastrofe avesse numerose sfaccettature, ben oltre il semplice travolgimento delle acque.

Riflessioni sul rapporto tra uomo e ambiente

Nel suo intervento, l’assessora Toniazzi ha dichiarato che “Il ricordo collettivo dell’anniversario ci consente di mettere in primo, ancora una volta, il tema complesso e quanto mai attuale del rapporto precario e del difficile equilibrio tra uomo e ambiente”. La memoria dell’alluvione è quindi proposta non solo come monito storico, ma anche come spunto di discussione per le politiche di gestione idrogeologica e per la tutela del territorio.

La serata si concluderà con un momento di dialogo aperto, durante il quale i partecipanti potranno porre domande ai relatori e condividere le proprie esperienze o ricordi di famiglia legati a quell’estate del 1966. L’obiettivo è trasformare la rievocazione in una conversazione vivente, capace di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza di preservare sia la memoria storica sia l’ambiente che ci circonda.

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