L’Università di Firenze è in lutto per la scomparsa di Bruno Chiandotto, un nome che ha segnato profondamente il mondo della statistica italiana. Nato a Roma nel 1941 Chiandotto ha dedicato la sua vita alla ricerca e all’insegnamento, lasciando un’eredità che continua a influenzare la disciplina.
La sua carriera accademica è iniziata con la laurea presso l’Università La Sapienza di Roma, seguita da un periodo di ricerca presso il Centro di Specializzazione e Ricerche Economico-Agrarie per il Mezzogiorno di Portici. Durante questo periodo, ha anche avuto l’opportunità di arricchire la sua formazione come visiting scholar all’Università di Berkeley.
L’eredità metodologica di Bruno Chiandotto
Chiandotto è stato un pioniere nella metodologia statistica e nella teoria delle decisioni. La sua visione innovativa considerava la statistica non solo come una raccolta di modelli matematici, ma come uno strumento potente per comprendere la realtà e supportare le scelte. Questa filosofia è stata ribadita nel suo ultimo volume, Statistica: una visione personale della disciplina pubblicato nel 2026.
Tra i suoi contributi più significativi figura il lavoro sulla valutazione dei corsi di studio universitari. Le sue riflessioni hanno rappresentato un punto di riferimento per l’evoluzione dei sistemi di valutazione adottati prima dal Comitato Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario (Cnvsu) e successivamente dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur).
L’impatto sulla scuola statistica fiorentina
Chiandotto ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo della scuola statistica fiorentina formando numerosi ricercatori e docenti che oggi operano in Italia e all’estero. La sua influenza si estende ben oltre i confini accademici, avendo plasmato la formazione di intere generazioni di statistici.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo lavoro continua a ispirare e guidare la ricerca statistica. L’Università di Firenze, in particolare il Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni ‘Giuseppe Parenti’ (Disia) lo ricorda con grande affetto e riconoscenza per il suo immenso contributo alla disciplina.



