22 Giugno 2026 ☀ 32°

Fi-Pi-Li: dossier drammatico e chiusure sull’A1 con code e deviazioni

Un'analisi tecnica commissionata dalla Regione segna la Fi-Pi-Li come un'infrastruttura al limite: traffico elevato, 800 incidenti tra il 2026 e il 2026 e proposte di terze corsie e pedaggi per i tir. Contemporaneamente un sinistro tra due mezzi pesanti sull'A1 provoca chiusure temporanee, code fino a 8 km e percorsi alternativi consigliati.

Fi-Pi-Li: dossier drammatico e chiusure sull’A1 con code e deviazioni

Il 15 giugno 2026 è stato reso noto un dossier tecnico che mette in luce criticità significative lungo la strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno (nota come Fi-Pi-Li). Il documento, frutto di un’analisi decennale commissionata dalla Regione e condotta dal dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, fotografa flussi elevati, degrado delle pavimentazioni e un numero di incidenti che impone interventi urgenti. Nel medesimo arco temporale cronache locali registrano anche un incidente stradale sull’A1 al km 317 con due mezzi pesanti, che ha determinato la chiusura temporanea del tratto tra Incisa e Firenze sud e code fino a 8 km.

Dossier Fi-Pi-Li: numeri, criticità e proposte tecniche

Lo studio coordinato dal professor Massimo Losa descrive una strada con una domanda che ha oltrepassato le previsioni progettuali: la pavimentazione è stata oggetto degli ultimi lavori vent’anni fa, progettati per una durata stimata di 15 anni, e oggi l’infrastruttura è considerata in riserva. I rilievi evidenziano flussi compresi tra 2.500 e 2.800 veicoli all’ora per senso pari a circa 50.000 mezzi al giorno valori assimilabili a quelli dell’A11. Secondo il dossier, tra il 2026 e il 2026 si sono verificati 800 incidenti con feriti o vittime di cui circa 200 coinvolgevano mezzi pesanti.

La qualità della circolazione è stata valutata con il classico sistema di livelli di servizio: gran parte dei tratti si colloca al livello D con sezioni che raggiungono frequentemente il livello E condizione che indica densità significative (circa 20 veicoli per km per corsia). Per gli utenti queste condizioni si traducono in ritardi e code: una regola empirica descritta nel dossier è che la smaltimento della coda richiede in media 10 minuti per ogni chilometro di arretrato con perdite di tempo medie per utente di almeno 30 minuti oltre al tempo dedicato alla gestione dell’incidente, che può oscillare tra 1 e 2 ore.

Proposte concrete e stime di costo

Tra gli interventi tecnici raccomandati figurano l’introduzione di terze corsie nei tratti a maggiore domanda, l’allungamento delle corsie di uscita e immissione in punti critici (esempi citati sono i nodi tra Pontedera e il bivio Pisa-Livorno e l’asse Scandicci-Lastra a Signa), il rinnovo delle banchine e il miglioramento della visibilità. Dove la geometria della strada lo permette, lo studio propone anche di valutare l’innalzamento del limite da 90 a 110 km/h. Per la sicurezza è suggerito lo spostamento di piazzole poco visibili e l’installazione di un sistema di controllo della velocità media (tutor), il cui costo stimato varia indicativamente da 500.000 a 2.000.000 euro per l’intera arteria, con una potenziale riduzione degli incidenti stimata attorno al 7%.

Sul fronte economico il dossier segnala come il traffico di mezzi pesanti abbia un impatto sproporzionato: ogni tir è valutato equivalente a 2-3 auto in termini di effetto sul flusso e sulle superfici, e i danni alle pavimentazioni derivanti dai mezzi pesanti giustificano la proposta di introdurre forme di pedaggio per i camion. La stima della manutenzione corrente è dell’ordine di 10 milioni di euro all’anno. A livello gestionale, il governatore ha indicato la strada di un’affidamento diretto a una società in house, con maxi investimenti mirati alla trasformazione dell’arteria.

Incidente sull’A1 al km 317: dinamica, impatti e percorsi alternativi

Nel pomeriggio di un giorno di traffico intenso un sinistro tra due mezzi pesanti ha reso necessaria la chiusura temporanea del tratto tra Incisa e Firenze sud in direzione Firenze. Le operazioni di emergenza hanno visto l’intervento di Vigili del fuoco, polizia stradale, soccorsi sanitari e personale della gestione autostradale. La riapertura è avvenuta in seguito alle operazioni di sgombero, ma il traffico è rimasto rallentato su una corsia, con code segnalate fino a 8 km a partire da Valdarno e tempi di percorrenza molto superiori alla norma (ad esempio il tratto Valdarno–Firenze sud è stato stimato in circa 79 minuti con un aggravio di circa 55 minuti rispetto al consueto).

Per limitare i disagi sono state raccomandate uscite anticipate e percorsi alternativi per chi viaggia verso Firenze: tra le soluzioni pratiche figurano l’uscita a Valdichiana e l’uso del raccordo Siena-Bettolle per aggirare il tratto congestionato e rientrare in A1 a Firenze Impruneta. In situazioni analoghe, le autorità hanno anche previsto distribuzione di acqua alle persone rimaste in coda, e suggerito l’uso di servizi di segnalazione del traffico in tempo reale per individuare percorsi alternativi e aggiornamenti continui.

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