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La rinascita del Punto Tavarnelle: memoria, ricamo e la cerimonia del 2026

Un omaggio a Giovanna Marcori Manetti e la quinta edizione dell’Accademia Impara l’arte con il Punto Tavarnelle: 65 ricamatrici diplomate, la storia del 25 settembre 1943 e la conservazione della borsa ritrovata a Campo di Marte come memoria del lavoro artigianale

La rinascita del Punto Tavarnelle: memoria, ricamo e la cerimonia del 2026

La vicenda di Giovanna Marcori Manetti è tornata al centro della comunità di Barberino Tavarnelle durante una cerimonia che ha visto la consegna degli attestati alle 65 ricamatrici formate nell’Accademia Impara l’arte con il Punto Tavarnelle. L’evento, ospitato nell’asilo Vincenzo Cortiha intrecciato il lavoro educativo della struttura e la memoria storica della pratica del ricamo nella zona del Chiantiribadendo il valore del mestiere come patrimonio condiviso.

La tragedia del 25 settembre 1943 e gli oggetti che parlano

La storia personale di Giovanna rimane un tassello doloroso della memoria locale: il 25 settembre 1943, mentre si recava a Firenze per consegnare il lavoro delle ricamatrici del paese, non fece più ritorno a causa dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Il ritrovamento del corredo personale offre un collegamento tangibile con quel giorno: la borsa con il merletto, rinvenuta accanto al corpo nella zona di campo di Marteè stata custodita dalla famiglia come testimonianza di quella attività artigianale quotidiana interrotta dalla guerra. La narrazione della famiglia, trasmessa alle generazioni successive, conserva frasi affidate alla memoria come: “Fu mio zio Antonio, il figlio maggiore, che all’epoca aveva 19 anni” e la descrizione del rinvenimento della nonna. Questi elementi rimangono fondamentali per comprendere come l’impegno produttivo femminile si intrecciasse con le circostanze storiche.

Il ritrovamento e la testimonianza familiare

Il figlio Antonio, all’epoca giovane, iniziò la ricerca non vedendo tornare la madre; il nipote Marco Manetti ha poi raccontato pubblicamente la vicenda esponendo la vecchia borsa della nonna durante la cerimonia. La memoria orale è stata quindi al centro dell’incontro, con la ricostruzione del percorso che portò al ritrovamento della donna “Giovanna venne ritrovata nella zona Ponte al Pino“, dove fu allestito uno dei tre mortuari in città, presso l’asilo del Romito. L’oggetto materiale rimasto — la borsa — funge da ponte tra passato e presente, tra lavoro artigiano e storia familiare.

La cerimonia del 2026: formazione, omaggi e rete locale

L’incontro del 2026 ha celebrato sia il ricordo di Giovanna sia la conclusione del corso triennale della scuola gratuita di ricamo promossa dal Comune di Barberino Tavarnelle. Le allieve, provenienti da varie località tra cui FirenzeImpruneta e il Chiantihanno seguito un percorso formativo di tre mesi articolato su più livelli, con l’obiettivo di trasmettere tecniche e saperi artigianali. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti istituzionali e associativi, con interventi che hanno sottolineato il legame tra formazione, tutela del patrimonio e sviluppo di opportunità professionali per le donne del territorio.

Riconoscimenti e memoria collettiva

Nel corso della serata il sindaco ha ricordato come Giovanna, pioniera del Punto Tavarnellenon solo fosse una ricamatrice ma anche un’imprenditrice che creò occasioni di lavoro per molte giovani donne, affermando che la sua attività raggiunse relazioni commerciali con nomi importanti della moda. L’omaggio della serata è stato dedicato anche alla cognata Derna Provvedi Manetti, che proseguì il lavoro avviato da Giovanna, e alle generazioni successive di merlettaie. Le parole pronunciate durante l’incontro hanno ribadito che “il valore del ricamo come elemento centrale di un patrimonio individuale e collettivo” è riconosciuto non solo come arte ma anche come mezzo di riscatto sociale ed economico.

La cerimonia ha avuto il contributo organizzativo della Fondazione Vincenzo Corti, dell’Accademia e di Chiantiform; figure come Piero Bianchini e Valerio Pampaloni sono state menzionate per la collaborazione offerta, e il sindaco ha definito “La bellissima serata che abbiamo trascorso grazie alla collaborazione di Piero Bianchini” come momento di condivisione e ricordo. La presenza del nipote Marco ha aggiunto una dimensione emotiva, restituendo ai presenti la concretezza di un racconto personale intrecciato alla storia locale.

Nell’asilo Vincenzo Cortioggi scuola dell’infanzia gestita da una fondazione e sostenuta dalle suore Apostole della Consolata e da insegnanti laiche, la cerimonia ha consolidato l’idea che il recupero e la promozione del Punto Tavarnelle siano pratiche di tutela culturale e di rilancio formativo. Dalle storie individuali, come si è ricordato, “Dalle storie delle singole donne si è creato un patrimonio universale“, capace di inserirsi nella memoria collettiva del territorio e di ispirare le nuove generazioni di ricamatrici.

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