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Mamme lavoratrici: nuovo contributo 2026 fino a 720 euro

Scopri i dettagli del nuovo bonus, chi può accedervi e come richiederlo entro fine anno

Mamme lavoratrici: nuovo contributo 2026 fino a 720 euro

Il 20 ottobre 2026 l’INPS ha aperto la fase di presentazione delle domande per il bonus mamme 2026 un aiuto economico destinato alle madri occupate. L’importo mensile sale a 60 euro, con un tetto di 720 euro per chi mantiene tutti i requisiti per l’intero anno. Il beneficio sarà erogato in un’unica soluzione a dicembre, salvo ritardi che posticipano il pagamento a gennaio 2027.

La misura nasce in una regione dove la natalità è in calo: l’Agenzia regionale di sanità segnala 20.447 nascite nel 2025, 3,8 % in meno rispetto al 2024 e 26,5 % meno rispetto al 2016. L’età media delle madri era di 32,9 anni nel 2024, con il 10,2 % dei parti sopra i 40 anni. Questi dati sottolineano l’urgenza di incentivi che favoriscano la genitorialità.

Novità del bonus mamme 2026: importi, criteri e tempistiche

Il nuovo contributo prevede 60 euro per ogni mese o frazione di mese in cui la lavoratrice soddisfa i requisiti, con un massimo di dodici mensilità, per un totale di 720 euro. I beneficiari devono avere due figli, con il più piccolo sotto i 10 anni, oppure almeno tre figli, con il più piccolo sotto i 18 anni. Sono inclusi figli adottati o in affidamento preadottivo.

Chi può domandare il contributo

Possono fare domanda le dipendenti del settore pubblico e privato, con contratti a tempo determinato o indeterminato, nonché le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni obbligatorie (Gestione Separata e casse professionali). Anche i rapporti di lavoro intermittente e in somministrazione rientrano nella platea ammessa. È fondamentale che il reddito annuo da lavoro della madre non superi i 40.000 euro nel 2026; per le dipendenti il calcolo parte dal netto al lordo dei contributi a carico del datore.

Limiti di reddito e tipologia di lavoro

Il riferimento al reddito non è l’ISEE ma la somma dei compensi percepiti, inclusi redditi con tassazione sostitutiva o forfettaria e indennità sostitutive di retribuzione (maternità, malattia). Sono escluse invece la NASpI, le indennità di disoccupazione e i trattamenti pensionistici. Il controllo avverrà tramite incroci automatici sui dati già in possesso dell’INPS.

Esclusioni e casi particolari

Non tutte le madri che rispettano i requisiti familiari potranno ottenere il bonus. Le donne con almeno tre figli che hanno un contratto a tempo indeterminato non percepiranno i 60 euro mensili, perché per loro resta in vigore l’esonero totale dei contributi previdenziali, valido fino al 31 dicembre 2026. Anche i contratti di apprendistato sono considerati a tempo indeterminato.

Contratti a tempo indeterminato e tre o più figli

Esempio pratico: una madre con due figli e contratto a tempo indeterminato che nasce un terzo figlio a settembre 2026 perde il diritto al bonus da quel mese, ma mantiene l’esonero contributivo previsto per tre o più figli. Allo stesso modo, chi passa da un contratto a termine a uno a tempo indeterminato interrompe il beneficio a partire dal mese della variazione.

Lavoratrici domestiche e imprenditrici

Le collaboratrici domestiche – colf, badanti – e le imprenditrici non iscritte alle forme previdenziali obbligatorie sono espressamente escluse. Questo chiude il cerchio delle categorie ammissibili, lasciando spazio solo a chi è regolarmente coperto dal sistema previdenziale.

Procedura di domanda e modalità di pagamento

Le domande sono aperte dal 20 ottobre 2026 e devono essere inoltrate entro il 31 dicembre 2026 (prorogata al 31 gennaio 2027 per chi raggiunge i requisiti a dicembre). La presentazione avviene esclusivamente online sul portale mediante SPID (livello 2 o superiore), CIE livello 3, CNS o credenziali eIDAS. Il percorso consigliato è: “Sostegni, sussidi e indennità” → “Per genitori” → “Nuovo bonus mamme 2026”.

Scadenze e canali telematici

Il sistema assegna priorità in base alla data di invio; le pratiche conclusi entro dicembre saranno liquidate nella soluzione di dicembre, mentre quelle rimaste aperte saranno pagate a partire da gennaio 2027. Chi preferisce non gestire direttamente l’iter può rivolgersi a un patronato o al Contact Center INPS (numero verde 803 164 da rete fissa, 06 164164 da cellulare).

Come avverrà l’erogazione

Il pagamento sarà effettuato tramite accredito su conto corrente (IBAN) o bonifico domiciliato. Se il conto è già presente nei dati INPS per altre prestazioni, basta selezionarlo. L’importo è esente da imposte e contributi e non incide sull’ISEE.

Per beneficiare dell’aiuto è fondamentale rispettare i limiti di reddito, monitorare eventuali variazioni contrattuali e presentare la domanda entro i termini indicati.

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