Il sciopero generale indetto da SIAL COBAS, CLAP, COBAS, ADL COBAS e dalla Confederazione USB prende vita venerdì 30 ottobre 2026, coinvolgendo l’intero comparto del pubblico impiego nazionale. L’azione si estende anche ai dipendenti di PLURES S.p.A., grazie alla decisione dell’Organizzazione Sindacale USB. L’obiettivo dichiarato è quello di far fronte all’aumento del costo della vita, alla pressione inflazionistica e alle politiche governative ritenute eccessivamente militari.
Ambito nazionale: chi e cosa resta operativo
Nonostante la vasta mobilitazione, la legge prevede la continuità di alcuni servizi essenziali. I cimiteri garantiranno il trasporto, la ricezione e l’inumazione delle salme, rispettando i turni già programmati. La vigilanza municipale rimarrà attiva esclusivamente per emergenze, mentre la manutenzione stradale si limiterà a interventi di pronto soccorso per ripristini urgenti. Inoltre, il servizio di Stato Civile opererà dalle 8.30 alle 10.30 per registrare nascite e decessi. Queste eccezioni sono state specificate dalle organizzazioni sindacali per evitare gravi disagi alla popolazione.
Servizi sanitari e trasporti: il contesto più critico
Nel settore sanitario e dei trasporti, le conseguenze saranno più evidenti. La scuola, gli ospedali e le linee di trasporto pubblico subiranno riduzioni o chiusure temporanee, nonostante alcuni tentativi di garantire la continuità per le categorie più vulnerabili. Il ministro dei Trasporti, in risposta, ha richiesto la precettazione di alcuni servizi, ma la capacità di mantenere operativi gli impianti dipende dalla disponibilità del personale presente.
Cortei in Toscana: itinerari e obiettivi dei manifestanti
In Toscana, il movimento si traduce in una serie di cortei che partiranno da diverse città. A Firenze, il punto di ritrovo è la piazza Bambine e Bambini di Beslan, con partenza prevista intorno alle 10:00. Il percorso, ancora da definire, dovrebbe attraversare il centro storico per bloccare la Prefettura, il Palazzo Vecchio e la stazione di Santa Maria Novella. A Livorno, le manifestazioni si svolgeranno alle 6:00 in rotatoria del ponte Genova e alle 9:00 in piazza Cavour; a Carrara l’inizio è alle 6:00 al porto, mentre a Pisa è previsto un corteo dalle 9:00 in piazza XX Settembre. Siena, Grosseto, Piombino, Massa e altre località hanno annunciato raduni analoghi, tutti mirati a denunciare la “militarizzazione delle città” e i tagli alla spesa sociale.
Le richieste dei sindacati e la risposta del governo
Le rivendicazioni del principale sindacato USB includono il ritorno della scala mobile per adeguare automaticamente i salari all’inflazione, una riduzione dell’IVA sui prodotti di prima necessità e misure per contenere i prezzi di bollette e affitti. I sindacalisti accusano il governo di privilegiare le spese militari a scapito di sanità, istruzione e welfare. Dario Furnari, coordinatore di USB Firenze, ha sottolineato che gli studenti “vedono loro stessi rubati del futuro” e ha definito la risposta governativa “manganelli e repressione”.



