9 Giugno 2026 ☀ 28°

Mobilità sostenibile in Toscana: Firenze modello, ma il trasporto pubblico è ancora sotto

Firenze emerge come esempio di mobilità sostenibile in Toscana, grazie a progetti come la tramvia e le piste ciclabili, ma il trasporto pubblico resta sottoutilizzato.

Mobilità sostenibile in Toscana: Firenze modello, ma il trasporto pubblico è ancora sotto

In un contesto regionale ancora fortemente dipendente dall’auto privata, Firenze si distingue come faro di mobilità sostenibile in Toscana. Tuttavia, i dati presentati durante il recente Forum Mobilità di Legambiente Toscana a Scandicci rivelano una realtà complessa, con sfide ancora da affrontare per rendere gli spostamenti urbani più ecologici ed efficienti.

Con oltre 4 milioni di veicoli in circolazione e un tasso di motorizzazione tra i più elevati d’Italia, la Toscana deve accelerare la transizione verso sistemi di trasporto più sostenibili. Il trasporto pubblico locale, ad esempio, viene utilizzato solo dal 21% della popolazione, mentre la maggioranza continua a preferire l’auto privata.

Firenze, modello di mobilità sostenibile

Tra le realtà analizzate, Firenze spicca per i suoi progetti innovativi. La Città Metropolitana e il Comune hanno implementato iniziative come la Zona a Traffico Limitatoil sistema delle tramvie e diverse misure per ridurre il traffico veicolare e le emissioni. Questi sforzi hanno portato a risultati significativi, soprattutto nei centri urbani con bassi livelli di motorizzazione, dove la quota di spostamenti sostenibili supera il 60%.

La presenza di reti ciclabili sviluppate, un sistema di trasporto pubblico efficiente e una pianificazione urbana orientata alla riduzione dell’uso dell’auto privata sono tra gli elementi che favoriscono una mobilità più sostenibile. Firenze ha investito negli ultimi anni sulla tramvia, sulle piste ciclabili e sul potenziamento dei collegamenti pubblici, offrendo ai cittadini alternative concrete all’automobile privata e migliorando la qualità della vita.

Disuguaglianze e criticità nella mobilità regionale

Nonostante i progressi, la regione presenta una realtà molto eterogenea. Accanto a esperienze innovative, esistono territori in cui l’accesso a forme di mobilità sostenibile resta limitato. Il divario di accesso ai mezzi pubblici tra capoluoghi e aree interne è evidente, con tempi di percorrenza che possono arrivare fino a 70 minuti per raggiungere le principali stazioni ferroviarie.

Il rapporto ‘Zone a Transizione Limitata’ di Clean Cities e Kyoto Club evidenzia come Firenze sia una città a due velocità. Nelle zone centrali, con meno di 40 auto ogni 100 abitanti, la quota di spostamenti sostenibili supera il 60%. Nelle periferie, invece, il tasso di motorizzazione supera le 60 auto per 100 abitanti, la rete ciclabile è più frammentata e l’uso del trasporto pubblico è più basso.

La distanza dal centro non è solo fisica, ma anche sociale. Dove il reddito medio è più basso, i servizi sono meno accessibili e la dipendenza dall’auto diventa maggiore. Questo quadro diseguale si riscontra anche nelle principali aree urbane toscane e italiane, con disuguaglianze che influenzano la qualità dell’aria e la salute pubblica.

Il futuro della mobilità in Toscana

Per garantire a tutti la possibilità di muoversi in modo sicuro, accessibile, efficiente e sostenibile, è necessario investire con forza nella mobilità attivanel trasporto pubblico e nell’elettrificazione dei veicoli. Il settore della mobilità è quello che si sta decarbonizzando più lentamente e incide in modo serio sulla salute e sulla sicurezza collettiva.

Il Forum Mobilità di Legambiente Toscana ha sottolineato l’importanza di politiche integrate che promuovano una mobilità universale, inclusiva ed efficace. Solo attraverso un impegno condiviso tra amministrazioni pubbliche, università, professionisti e associazioni sarà possibile costruire un futuro più sostenibile per la Toscana.

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