Sabato scorso gli istituti scolastici di Empoli hanno marciato per le vie della città in una manifestazione contro il carovita, per il diritto allo studio e per chiedere la fine delle politiche di riarmo. A seguito dell’assemblea tenutasi questa mattina, 26 ottobre, alla presenza del Dirigente Scolastico, gli studenti hanno dichiarato l’occupazione di tutti i plessi dell’Istituto Pontormo, situati in Via R. Sanzio, Via Bonistallo e Via Fratelli Rosselli.
Occupazione del liceo Pontormo: cronologia e modalità operative
L’azione, definita da chi la promuove pacifica, consapevole e responsabile, prevede la chiusura dell’attività didattica ordinaria fino a venerdì 30 ottobre. Durante questo intervallo, le associazioni sportive potranno comunque usare la palestra per gli allenamenti già programmati, rispettando gli orari consueti, e le aule di Via Fratelli Rosselli rimarranno disponibili per le lezioni serali. Nessun danno economico deve essere inflitto all’istituto, come ribadito dai rappresentanti degli studenti.
Le richieste dello studente manifesto
Nel documento allegato alla manifestazione compaiono quattro assi principali. Il primo riguarda i problemi strutturali dell’edificio: infiltrazioni d’acqua, umidità, muffa, scarsa ventilazione, difficoltà di riscaldamento, nonché guasti negli impianti di illuminazione, nelle finestre e nei servizi igienici. Gli alunni chiedono interventi di manutenzione prioritari, affinché le aule diventino nuovamente sicure e adatte allo studio.
Carovita e diritti degli studenti
Il secondo punto del manifesto si concentra sul crescente costo della vita. Gli studenti sottolineano che l’aumento di spese per alimentazione, energia, affitti, libri di testo, dispositivi elettronici, trasporti pubblici e viaggi di istruzione grava sulle famiglie, limitando l’accesso equo all’istruzione. L’obiettivo è ottenere misure di sostegno da parte della Città Metropolitana e delle amministrazioni competenti per ridurre le spese legate allo studio, garantendo che il diritto allo studio non dipenda dalla disponibilità economica.
Solidarietà internazionale e impegno per la pace
Il terzo asse esprime la volontà di promuovere una cultura della pace e della solidarietà con i popoli colpiti da conflitti, citando in particolare la popolazione palestinese, l’Ucraina, il Sudan, la Repubblica Democratica del Congo e il Myanmar. Gli studenti chiedono che le risorse pubbliche vengano destinate prima alla diplomazia e all’istruzione, piuttosto che all’espansione dell’arsenale militare, evidenziando il ruolo della scuola come luogo di informazione e dibattito su temi internazionali.
Rete di solidarietà con le proteste studentesche in Italia
Infine, il manifesto rivendica una solidarietà nazionale con le mobilitazioni di studenti in altre città italiane. Gli alunni di Empoli intendono inserirsi in un più ampio movimento di partecipazione civica, affinché le loro istanze vengano percepite non come richieste isolate, ma come parte di un dialogo più esteso sulla giustizia sociale e sull’autonomia educativa.
L’occupazione del liceo Pontormo rappresenta una protesta articolata che combina esigenze locali (riparazioni, riduzione dei costi) a preoccupazioni globali (pace, solidarietà). La decisione di sospendere le lezioni regolari ma di mantenere attive le attività sportive e serali vuole dimostrare la capacità degli studenti di agire in modo responsabile, mantenendo viva la funzione sociale della scuola senza arrecare danni materiali.



