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Presentazione a Scarperia del libro su festival e scuola di arte del Chaco boliviano

Il Rotary Club Mugello ha ospitato la presentazione del libro di Mimmo Roselli, che ripercorre quarant'anni di lavoro culturale a favore del popolo guaraní, dalla nascita della Scuola di Arte e Musica del Chaco Boliviano fino al Festival Internacional de Las Artes.

Presentazione a Scarperia del libro su festival e scuola di arte del Chaco boliviano

Il Rotary Club Mugello ha accolto nella storica sede della Fattoria Ristorante Il Palagio a Scarperia la presentazione del libro realizzato da Mimmo Rosellifondatore e coordinatore della Scuola di Arte e Musica del Chaco Boliviano. Il volume, intitolato YASOROPAI = GRACIAS. La Residencia y el Festival International del las Artes Santa Rosa de Cuevodocumenta il lavoro svolto a partire dal 1985 fino ai giorni recenti e racconta il percorso che ha collegato l’attività didattica locale con iniziative internazionali.

La serata ha segnato il ritorno di Roselli al Club dopo la sua precedente visita in compagnia di Padre Tarcisio Ciabattiil francescano che visse in Bolivia dagli anni ’70 fino alla sua morte nel 2026 all’età di 89 anni. La conversazione in sala ha richiamato le radici del progetto, nate dalla volontà di coniugare la cura della salute con la promozione della cultura nelle comunità guaraní.

Da Urubichà’ alla Scuola: i primi passi del progetto (1985–2007)

Il rapporto tra Roselli e Padre Tarcisio iniziò concretamente nel gennaio 1985quando venne proposto di affiancare alle attività sanitarie un programma culturale. Furono selezionati 12 giovani guaraní per un primo ciclo di formazione musicale ad Urubicha’nella provincia dei Guarayosa nord di Santa Cruz de la Sierra. Queste esperienze pionieristiche si svilupparono in progetti di musica e arti tessili, affiancati da interventi come la pittura di affreschi sulle pareti delle chiese e l’introduzione del cinema nelle scuole locali, orientati a valorizzare le competenze e le tradizioni presenti sul territorio.

Nel 2007dopo anni di lavoro con i gruppi formati sul campo, nacque ufficialmente la Scuola di Arte e Musica del Chaco Boliviano. I corsi furono pensati per bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni, con la possibilità in alcuni casi di coinvolgere anche adulti delle comunità guaraní, contribuendo così alla trasmissione intergenerazionale delle pratiche artistiche e artigianali.

Il Festival Internacional de Las Artes e la residenza a Santa Rosa de Cuevo (2016–2026)

L’espansione delle attività della Scuola portò alla creazione di un festival: prima il Festival Internacional de Musica Barrocca y Renacentistapoi, nel 2016il più ampio Festival Internacional de Las Artes. La scelta della comunità di Santa Rosa de Cuevo come sede centrale non fu casuale: il Monastero di Santa Rosa è noto per aver ospitato i Guaraní durante eventi storici risalenti al 1892e il luogo garantisce una forte connessione simbolica con le radici della comunità.

La manifestazione si struttura ancora oggi in due fasi ben definite: una Residenza Artistica di circa due settimane, rivolta ad artisti nazionali e internazionali selezionati per la loro sensibilità verso le culture tradizionali, e una seconda fase di restituzione pubblica, composta da tre giorni di spettacoli, mostre e performance. Durante la residenza, i partecipanti lavorano a stretto contatto con i giovani e gli adulti locali in ambiti come le arti visive, il teatro, la musica, la danza e la letteratura, seguendo il principio guida di “Creare arte con ciò che possiamo trovare nel nostro ambiente“.

Collaborazioni e pubblico

Grazie a un modello organizzativo che coinvolge l’intera comunità nell’accoglienza e nella logistica, il festival ha progressivamente ampliato il proprio pubblico, arrivando a collegare centri vicini e infine la città di Santa Cruz de la Sierra. Una documentazione significativa dell’attività è stata esposta presso il CCP nel presentando i materiali prodotti nelle diverse edizioni e rafforzando la visibilità nazionale del progetto.

Il volume e i contenuti editoriali

Per conservare e rendere accessibile la storia del progetto è stato pubblicato il libro che raccoglie memorie, immagini e testimonianze. Il testo è organizzato in quattro sezioni: una prima parte dedicata all’identità storico-culturale del popolo guaranícon voci dirette di chi ha vissuto il processo; una seconda sezione composta da un racconto visivo dei luoghi e delle attività; una terza raccolta di testimonianze degli artisti partecipanti; e una quarta con una selezione di recensioni specialistiche.

Questo archivio scritto vuole essere non solo una memoria storica ma anche uno strumento operativo per consolidare la relazione tra formazione artistica e tutela delle comunità: la cultura come protezione, come veicolo di salute e come mezzo per valorizzare tradizioni locali.

Prospettive e prossima edizione

Il percorso prosegue con progetti futuri già in corso: la direzione artistica della prossima edizione del festival prevista per il 2027 è stata affidata a un gruppo di artisti boliviani, tra cui spiccano due musicisti guaraní, e vedrà Mimmo Roselli in veste di consulente. L’auspicio è che l’interesse istituzionale e le collaborazioni internazionali possano contribuire alla stabilità e all’ampliamento della Scuola e della Residenza artistica.

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