Il 23 settembre 2026 la periferia nord di Livorno è stata teatro di un’azione di protesta che ha coinvolto le stazioni di servizio e il deposito di carico e scarico carburanti Eni adiacente alla raffineria di Stagno. Intorno al pomeriggio, i sindacati hanno messo in atto un blocco delle pompe di benzina e, in modo simbolico, hanno scaricato sacchi di letame davanti all’impianto, attirando l’attenzione dei passanti e dei media.
Blocco delle pompe e gesto con il letame
Le postazioni di rifornimento situate nelle immediate vicinanze del deposito sono state chiuse al traffico di veicoli, con i cartelli di avviso che indicavano l’interruzione dei servizi. Il gesto del letame invece, è stato scelto come segnale di protesta contro i costi ingenti dei carburanti e la percezione di ingiustizie sociali. I sacchi, distribuiti da volontari del sindacato, hanno creato un forte impatto visivo, trasformando l’area in un vero e proprio campo di denuncia contro le politiche energetiche attuali.
Dettagli dell’azione a Stagno
Il luogo preciso dell’intervento è stato il deposito di carico e scarico carburanti Eni che si trova accanto all’ingresso della raffineria di Stagno. L’operazione è stata coordinata dall’Unione Sindacale di Base (Usb) che ha dichiarato lo stato di agitazione generale fino al 1° ottobre. Nessun intervento di forze dell’ordine è stato segnalato nei comunicati ufficiali, ma la situazione ha provocato la temporanea chiusura del transito veicolare nella zona.
Le rivendicazioni dell’Usb e il calendario delle mobilitazioni
L’Usb ha presentato una serie di richieste puntuali: la fine dei profitti delle grandi multinazionali dell’energia l’abbassamento dei prezzi dei carburanti e un miglioramento delle politiche salariali. Il leader sindacale Giovanni Ceraolo ha sottolineato che “benzina alle stelle e salari fermi al palo” rappresentano una contraddizione insostenibile per i lavoratori. L’organizzazione ha fissato due date chiave: il giovedì 1° ottobre alle 17.30 con una manifestazione davanti al deposito Eni, e il 30 ottobre quando si terrà lo sciopero nazionale dei lavoratori portuali accompagnato da manifestazioni in diverse città contro la guerra e il riarmo.
Riferimento storico al 2008
Nel volantino distribuìto per annunciare la mobilitazione, l’Usb ha confrontato la crisi attuale con quella del luglio 2008 quando il prezzo del petrolio ha toccato i 150 dollari al barile e il gasolio in Italia costava circa 1,50 euro al litro. Il sindacato sostiene che, nonostante l’aumento dei prezzi, i salari non hanno tenuto il passo, generando una situazione di carenza di potere d’acquisto per molte famiglie.
L’obiettivo dichiarato dall’Usb è quello di “tornare a bloccare il Paese” sfidando sia le grandi aziende energetiche sia le politiche di riarmo sostenute dal governo.



