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Arrestati tre migranti tunisini per aggressione e furto a un 29enne sul lungomare di Livorno

Tre tunisini sono stati fermati a Livorno per una violenta rapina che ha lasciato un 29enne gravemente ferito sul lungomare.

Arrestati tre migranti tunisini per aggressione e furto a un 29enne sul lungomare di Livorno

La notte di luglio scorso, sul lungomare di Livorno, un giovane di 29 anni è stato vittima di un violento assalto. Secondo le ricostruzioni operative, l’uomo è stato avvicinato da un gruppo di tre individui, minacciato e costretto a fuggire, per poi essere inseguito e colpito con estrema brutalità. Tra le armi impiegate spicca una mazza da baseball, mentre una lama ha reciso una parte della gamba della vittima. Dopo l’aggressione, i responsabili hanno sottratto una collana d’oro, il portafoglio contenente circa 700 euro e lo smartphone. Il 118 è intervenuto immediatamente, trasportando il 29enne ferito in ospedale con gravi lesioni.

L’operazione di identificazione e cattura è stata condotta dalla squadra mobile di Livorno, su mandato del giudice per le indagini preliminari (GIP). La procura locale ha coordinato le indagini, ritenute particolarmente complesse per la mancanza di fissa dimora degli assalitori, che li rendeva difficili da localizzare. Dopo settimane di attività investigativa, tre uomini, tutti di origine tunisana e di età compresa tra i 20 e i 26 anni, sono stati posti sotto custodia cautelare in carcere. Le autorità hanno inoltre richiesto l’arresto di altre due persone ancora da identificare, sospettate di aver partecipato all’attacco.

Arresti della squadra mobile di Livorno su ordine del GIP

La decisione di imporre la custodia cautelare è stata motivata dall’accusa di rapina aggravata e di lesioni aggravate. Gli indagati sono stati imputati per portare armi da offesa, furto e violenza. Gli agenti hanno confiscato la mazza da baseball e altri strumenti ritenuti idonei a causare danni. Durante la perquisizione sono emersi anche strumenti di natura tagliente, presumibilmente utilizzati per infliggere il taglio alla gamba della vittima. I tre arrestati dovranno comparire davanti al tribunale, dove la procura presenterà le prove raccolte, tra cui testimonianze oculari e il resoconto medico del soccorso sanitario.

Identità e profili degli imputati

Gli uomini arrestati sono tutti di origine tunisina e vivono in condizioni di senzatetto, fattore che ha complicato notevolmente le indagini. L’età dei tre sospetti varia da 20 a 26 anni, il che suggerisce una fascia giovanile tipica di gruppi criminali di strada. Nonostante la mancanza di documenti fissi, le forze dell’ordine sono riuscite a tracciare i loro spostamenti attraverso le telecamere di videosorveglianza installate lungo il lungomare e nei pressi dei bar frequentati dal gruppo. La Polizia di Livorno ha sottolineato l’importanza della collaborazione dei cittadini, che hanno fornito informazioni cruciali per localizzare i rifugi degli indagati.

Ricostruzione dell’attacco al 29enne sul lungomare

Secondo le ricostruzioni fornite dal rapporto della procura, il 29enne è stato inizialmente avvicinato dal trio, che lo ha minacciato verbalmente, inducendolo a tentare una fuga. Quando l’uomo ha cercato di allontanarsi, è stato inseguito e, in un momento di estrema violenza, è stato colpito con la mazza da baseball e percosso con un coltello, provocandogli una ferita profonda alla gamba destra. Dopo averlo steso a terra, gli aggressori hanno rubato la collana d’oro, il portafoglio con 700 euro e il cellulare, fuggendo rapidamente. La vittima, ancora sotto shock, è stata soccorsa dal 118 e trasportata al reparto di emergenza dove ha ricevuto cure chirurgiche.

L’azione della Polizia di Livorno è stata definita da un portavoce come un “esempio di intervento tempestivo e mirato”. Gli investigatori hanno inoltre aperto una denuncia per porto di strumenti atti a offendere, un reato che prevede pene aggravanti se l’arma è stata realmente impiegata durante il crimine. Le autorità hanno invitato la popolazione a segnalare eventuali comportamenti sospetti, soprattutto nelle zone turistiche come il lungomare, per prevenire ulteriori episodi di violenza. Il caso è ora nelle mani del giudice, che dovrà decidere se confermare le misure cautelari o disporre altre forme di restrizione.

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