Il 1 ottobre 2026 la città di Firenze è stata teatro di una cerimonia solenne nel Salone Carlo VIII di Palazzo Medici Riccardi. L’evento, promosso dalla Prefettura di Firenze, ha commemorato la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi istituita dalla legge n. 6 del 13. L’iniziativa si è svolta nella cornice storica del palazzo, richiamando il legame profondo tra memoria e territorio.
Le Medaglie d’onore: storia, legge e consegna
Le Medaglie d’onore sono state introdotte dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006 e rappresentano un riconoscimento morale per chi, durante la seconda guerra mondiale, ha subito la deportazione nei lager nazisti rifiutando qualsiasi forma di collaborazione con il regime fascista-nazista. In questa occasione, il presidente della Repubblica ha conferito le medaglie a familiari di diciassette cittadini italiani sia militari che civili, costretti al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Chi è stato onorato
Tra gli insigniti spiccano nomi legati a diversi comuni della provincia di Firenze: Mario Becattelli (Barberino Tavarnelle), Dino Bigazzi (Gambassi Terme), Mario Coddi (San Casciano in Val di Pesa), Nello Elmi (Gambassi Terme e Montespertoli), Franco Gabrielli (Certaldo), Guido Magazzini (greve in chianti), Alfeo Spadacci (Scandicci), Ugo Tufano (Campi Bisenzio) e Alberto Vespignani proveniente da Marradi. A fianco di questi, otto cittadini fiorentini – Natale Addamiano, Ruggero Bianchini, Angelo Cheli, Novello Ghiribelli, Mario Lapi, Vittorio Piunti, Fiorindo Puccioni e Dino Ricci – hanno ricevuto la stessa riconoscenza.
Tavola rotonda: da indifferenza a responsabilità
Alle ore 10.00 è iniziata una tavola rotonda intitolata “Dall’indifferenza alla responsabilità. Memoria degli Internati Militari Italiani, persecuzioni e attualità dell’articolo 11 della Costituzione”. Presieduta dal Prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino la discussione ha visto la partecipazione di personalità di rilievo: il presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Vannino Chiti la professoressa Irene Stolzi direttrice del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze, e Raffaella Incalza presidente della Consulta degli Studenti.
Riflessioni istituzionali e giovanili
Durante gli interventi, Chiti ha sottolineato come la resistenza dei deportati sia un pilastro dell’identità democratica, richiamando l’articolo 11, che dedica la Repubblica a promuovere la collaborazione fra i popoli per la pace e per i diritti umani. La prof.ssa Stolzi ha approfondito il contributo giuridico della Costituzione nella tutela dei diritti dei cittadini, mentre Incalza ha evidenziato il ruolo attivo degli studenti nella conservazione della memoria storica. A completare il dibattito, gli alunni delle scuole superiori “Galileo Michelangiolo” e “Alberti Dante” hanno presentato brevi testimonianze, dimostrando come la storia continui a parlare alle nuove generazioni.
Il significato più ampio dell’evento
Questa celebrazione non è soltanto un riconoscimento simbolico, ma un invito a riflettere su come la memoria storica possa guidare le scelte civiche contemporanee. Attraverso la consegna delle medaglie e la discussione sull’articolo 11, le autorità hanno voluto trasformare il ricordo delle vittime in un impegno concreto: difendere la dignità umana e opporsi a ogni forma di totalitarismo. La città di Firenze, con la sua ricca tradizione culturale, si conferma così luogo di dialogo tra passato e presente.



