Un tragico episodio a Forte dei Marmi ha riportato l’attenzione sul pericolo dei colpi di calore un rischio che può colpire chiunque, anche persone giovani e in buona salute. La vicenda di Marco Barsi, 50 anni, morto dopo un malore accusato al termine del turno in cucina, ha scosso la comunità locale e ha spinto gli esperti a ribadire l’importanza di riconoscere i sintomi e agire tempestivamente.
La dottoressa Elisabetta Alti, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Firenze ha fornito preziosi consigli su come affrontare questa emergenza sanitaria, sempre più frequente durante le ondate di calore estivo.
Il caso di Marco Barsi: un dramma evitabile
Marco Barsi, originario di Strettoia, era rientrato in Italia nel dopo aver trascorso circa 20 anni in Germania, dove aveva lavorato come cameriere e poi come chef. Il 12 agosto 2026, al termine del turno in uno stabilimento balneare di Forte dei Marmi, è stato colto da un improvviso malore mentre puliva la cucina. Nonostante i soccorsi e il trasporto all’ospedale Versilia, Marco non ce l’ha fatta.
La comunità di Strettoia ha ricordato Marco con affetto e dolore. La Pro Strettoia ha pubblicato un commovente messaggio di cordoglio, sottolineando la sua generosità e il suo impegno per la contrada. “La scomparsa improvvisa e troppo prematura di Marco Barsi lascia un vuoto profondo e un grande dolore in tutti noi e in tutta la nostra contrada”, si legge nel messaggio.
Colpo di calore: sintomi e interventi immediati
Il colpo di calore si verifica quando la temperatura corporea supera i 37 gradi, arrivando anche a 40 gradi o oltre. Questo accade soprattutto in condizioni di alta temperatura, umidità elevata e scarsa circolazione dell’aria quando l’organismo non riesce più a disperdere il calore. “Anziani e bambini sono certamente più a rischio”, spiega la dottoressa Alti, “ma può succedere anche a un giovane adulto, soprattutto se svolge attività fisica sotto il sole o lavora in ambienti chiusi e surriscaldati”.
Le cucine dei ristoranti, ad esempio, possono raggiungere temperature molto elevate per la presenza di forni, fornelli e altri macchinari. “Lo stesso vale per chi lavora all’aperto, come un muratore o una persona impegnata su un tetto”, aggiunge la dottoressa. “Se al caldo si aggiunge uno sforzo fisico importante, il rischio aumenta”.
Sintomi da non sottovalutare
I primi sintomi del colpo di calore includono vertigini, capogiri, stordimento, mal di testa, vista annebbiata e forte affaticamento. “Quando la persona è molto calda, arrossata, ha una forte cefalea, respira affannosamente e soprattutto risponde male o appare confusa, bisogna subito intervenire”, avverte la dottoressa Alti. “Il colpo di calore può sembrare una febbre altissima accompagnata da un’alterazione dello stato mentale. Sono segnali d’allarme che non devono essere sottovalutati”.
Cosa fare in caso di colpo di calore
La prima cosa da fare è chiamare i soccorsi. Nel frattempo, è importante portare la persona in un luogo fresco e ventilato, possibilmente con l’aria condizionata. “È utile cercare di abbassare la temperatura, per esempio applicando sulla fronte e sul corpo panni con acqua fresca”, consiglia la dottoressa Alti. “L’obiettivo è interrompere il prima possibile l’aumento della temperatura corporea. Perché se l’organismo non riesce a raffreddarsi, la temperatura continua a salire e possono essere coinvolti progressivamente tutti gli organi”.
Nei casi più gravi, il colpo di calore può provocare una disfunzione multiorgano che può portare anche alla morte. Per questo è fondamentale riconoscere rapidamente i sintomi e intervenire tempestivamente.
La vicenda di Marco Barsi è un tragico promemoria dell’importanza di prestare attenzione ai segnali del corpo e di agire con prontezza in caso di emergenza. La comunità di Strettoia e tutti coloro che hanno conosciuto Marco lo ricorderanno con affetto e dolore, sperando che la sua storia possa sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della cura del proprio benessere.



