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Furti a Selargius e Alzano Lombardo: le modalità e i dettagli delle incursioni notturne

Due furti notturni, in Sardegna e Lombardia, hanno scosso le comunità locali. A Selargius, ladri hanno saccheggiato un centro sportivo, mentre ad Alzano Lombardo una banda violenta ha colpito un agriturismo.

Furti a Selargius e Alzano Lombardo: le modalità e i dettagli delle incursioni notturne

In due diverse regioni d’Italia, nella stessa notte, si sono verificati furti che hanno lasciato segni profondi nelle comunità locali. A Selargius, in Sardegna, ladri hanno preso di mira un centro sportivo, mentre ad Alzano Lombardo, in Lombardia, una banda organizzata ha compiuto una rapina violenta. Entrambi i casi hanno in comune l’audacia e la pianificazione meticolosa dei colpevoli.

Selargius: ladri nel centro sportivo ripresi dalle telecamere

Nel cuore della notte, due individui hanno scavalcato la recinzione del centro sportivo della Futura calcio situato in via don Bosco a Selargius. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso ogni loro movimento, mostrando come si siano intrufolati nel punto ristoro per saccheggiare il bancone e la cassa. Non è la prima volta che il polo sportivo, dedicato al calcio e al padel, viene preso di mira: in passato, ladri avevano già rovistato tra le merci, rubando confezioni di patatine, birra e qualche spicciolo.

Le immagini, pubblicate sui social dai dirigenti della società sportiva, mostrano due ragazzi con il viso oscurato mentre si aggirano tra bancone e cassa. “A chi stanotte è entrato furtivamente nella nostra struttura, facciamo presente che le immagini, interne ed esterne ad essa, sono già a disposizione a chi di dovere”, hanno scritto in un post pubblicato questa mattina. Le autorità sono ora al lavoro per identificare i colpevoli e portare alla giustizia.

Alzano Lombardo: la banda della Stelvio colpisce ancora

Poche ore prima del blitz dei carabinieri ad Alzano Lombardo, un’altra rapina violenta era stata compiuta a Roncadelle, nel Bresciano. I membri del commando, vestiti di nero e con il volto travisato, sono stati identificati come Alfret Jakimi, Elvi Bici, Kreshnik e Valter Miftari, tutti di origini albanesi e residenti tra la provincia di Caserta e il Bresciano. Un quinto membro è riuscito a fuggire durante il blitz.

Le modalità delle rapine

Le modalità delle rapine sono state studiate nei minimi dettagli. A Roncadelle, i rapinatori si sono introdotti in un’abitazione passando dalla finestra del bagno. Il proprietario, richiamato dai rumori della zanzariera, ha trovato uno degli uomini davanti a sé, che lo ha aggredito e percosso. La banda è fuggita a bordo di un’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio nero, diventato uno degli elementi centrali dell’indagine.

Ad Alzano Lombardo, la notte del 6 luglio, i ladri hanno sfruttato una finestra aperta per entrare nell’agriturismo “Cà Fenile” della famiglia Rizzi. Massimo Rizzi, che dormiva sul divano, è stato percosso da tre uomini con il volto coperto. La moglie e la figlia sono state immobilizzate e minacciate. I rapinatori, armati di coltelli, spranghe e una pistola, hanno richiesto la cassaforte e tutto il denaro presente in casa. Il bottino è stato ingente: 70 mila euro in contanti, due Rolex, un orologio Longines e vari gioielli.

L’indagine e l’arresto

Il filo dell’indagine è passato proprio dall’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio. L’auto, con targhe sostituite di continuo, è stata individuata attraverso i sistemi di videosorveglianza e i lettori di targa. Gli investigatori hanno ricostruito i suoi spostamenti, compatibili con i movimenti dei rapinatori prima e dopo il colpo di Alzano.

La mattina del 15 luglio, i carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dal pm Antonio Mele, hanno fatto irruzione nel covo della banda a Orzinuovi. I componenti del gruppo hanno tentato di fuggire, appiccando un incendio nell’abitazione per distruggere le prove. All’interno sono stati trovati orologi, borse di lusso, strumenti da scasso e materiale per il travisamento. Nel garage c’era la Stelvio Quadrifoglio, danneggiata nel tentativo di fuga.

Davanti agli inquirenti, i quattro indagati hanno scelto il silenzio, tranne Jakimi, che ha sostenuto di essere arrivato in Lombardia soltanto l’11 luglio. Per i quattro si sono aperte le porte del carcere, mentre i carabinieri sperano di catturare presto il quinto membro della banda.

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