La serata di oggi ha visto la Toscana colpita da un violento maltempo, con temporali intensi, raffiche di vento e numerose fulminazioni. La perturbazione, proveniente da nord-ovest, ha interessato inizialmente la fascia costiera e le province settentrionali, provocando allagamenti, caduta di alberi e rami, e disagi alla circolazione.
Il Lamma ha registrato raffiche di vento prossime ai 110 chilometri orari a Bocca d’Arno e 26 millimetri di pioggia caduti in appena 15 minuti a Coltano nel Pisano. I fenomeni temporaleschi hanno interessato in particolare LivornoPisaLuccaPistoia e Prato mentre il fronte si è progressivamente spostato verso l’interno.
Disagi sulla rete stradale e infrastrutture
La situazione è risultata particolarmente complessa sulla rete stradale, dove la pioggia intensa e il vento hanno ridotto la visibilità e reso difficoltosi gli spostamenti. Diversi automobilisti hanno segnalato sui social la presenza di rami e alberi sulla carreggiata in Fi-Pi-Li con particolare criticità nel tratto compreso tra Pontedera-Ponsacco e Vicarello in direzione mare.
A Pescia è crollato parte del muro dello stadio, mentre il maltempo ha provocato disagi anche fuori dalla superstrada: sono stati segnalati alberi caduti in Lunigiana e allagamenti nell’area livornese. Il fronte temporalesco ha continuato a interessare il Pisano e la costa centro-settentrionale.
Previsioni e consigli degli esperti
Secondo gli esperti del Lamma la situazione è stata particolarmente critica tra la notte tra giovedì e venerdì e la mattina di venerdì. Nella seconda parte della giornata i fenomeni sembrano essere meno intensi e più a carattere sparso.
Il momento da tenere maggiormente sotto osservazione è stato tra giovedì sera e venerdì mattina. La prima parte del peggioramento ha interessato soprattutto il nord-ovest della regione: nella notte i fenomeni più significativi hanno riguardato le province di Massa-CarraraLucca e Pisa con la possibilità di coinvolgere anche Pistoia e, in parte, Livorno.
Nella mattinata di venerdì, la perturbazione si è spostata verso il resto della Toscana. I fenomeni sono stati più probabili anche su PratoFirenzeSiena e Arezzo oltre che nell’interno del grossetano. Sulla costa meridionale, le precipitazioni sono state più brevi e meno intense, ma il quadro è ancora in evoluzione.
Il ruolo delle Alpi e i rischi dei fulmini
Dopo le ondate di caldo che hanno stretto per settimane l’Italia, è arrivata al nord, e in misura più limitata al centro, una fase di instabilità con temporali violenti e un’intensa attività di fulmini. Un fenomeno tipico soprattutto delle regioni alpine, vero e proprio hot spot dei fulmini generati dal contrasto di masse di aria calda e fredda.
“Quando abbiamo un periodo caldo e poi arriva dell’aria più fresca a interrompere questa fase, il contrasto tra una massa d’aria più fredda in quota e un’aria più calda nei bassi strati va a rendere instabile l’atmosfera”, ha spiegato Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento.
Questo scontro tra masse d’aria differenti innesca “moti verticali più violenti e quindi formazioni di temporali intensi”, che portano con sé non solo fulmini, ma anche grandinate e forti raffiche di vento. Un fenomeno tipico soprattutto delle aree montuose in cui è normale attendersi con una certa frequenza temporali pomeridiani.
Proprio a causa della siccità si sono innescati alcuni incendi nelle regioni alpine: “uno di questi in Val di Non è stato causato proprio da un fulmine caduto su un terreno reso vulnerabile dalla scarsa pioggia”, ha aggiunto il fisico dell’atmosfera. Come evidenziato da veri studi, più in generale l’arco alpino è considerato un vero hot spot dei fulmini a livello mondiale, un fenomeno
“Le montagne in questo periodo sono molto trafficate, si è parlato molto di ‘overtourism’ sulle Alpi o sulle Dolomiti, è bene ricordare che la montagna può essere un ambiente pericoloso se non si hanno le giuste precauzioni, essere sorpresi da un temporale può avere conseguenze tragiche.”



