27 ottobre 2026 ☀ 14°

Rischio sul Duomo di Firenze: due ragazzi sulla croce per un selfie

Due giovani si sono introdotti nel Duomo di Firenze e hanno raggiunto la croce della cupola per scattarsi foto: le immagini circolano sui social e sono in corso accertamenti

Rischio sul Duomo di Firenze: due ragazzi sulla croce per un selfie

Un’azione che ha messo a rischio vite e patrimonio si è svolta all’interno del complesso del Duomo di Firenze. Due giovani, entrati abusivamente all’interno della cattedrale, hanno raggiunto la sommità della cupola del Brunelleschi e si sono fotografati con i piedi sulla croce posta a oltre 100 metri d’altezza. Le immagini, diffuse via social, hanno scatenato interrogativi sulla tenuta dei controlli e sulla gestione degli accessi al monumento.

La vicenda è emersa dopo la pubblicazione delle foto da parte di una pagina Instagram, che ha rilanciato gli scatti realizzati dai protagonisti. Dall’analisi visiva del materiale si può collocare l’incursione all’estate scorsa: nei fotogrammi si notano ancora ponteggi attorno al campanile di Giotto, elemento che ha aiutato a datare l’episodio. L’Opera di Santa Maria del Fiore ha formalizzato una denuncia alle autorità.

Dinamica dell’incursione e fonti delle immagini

Secondo quanto ricostruito dagli elementi disponibili, l’accesso abusivo sarebbe avvenuto nella notte: i due avrebbero potuto nascondersi tra i visitatori serali o introdursi nella struttura dopo la chiusura, per poi muoversi verso i camminamenti interni alla cupola. In particolare, l’ipotesi investigativa segnala che i ragazzi avrebbero percorso vani destinati al personale tecnico, raggiungendo le aree normalmente interdette al pubblico. L’uscita verso l’esterno sarebbe avvenuta attraverso una botola, e l’arrampicata sulla sommità sarebbe stata compiuta nelle prime ore di luce.

Le fotografie circolate online mostrano i due giovani in cima alla cupola, con i piedi alla base della croce situata a circa 115 metri di altezza. Le stesse immagini potrebbero essere state scattate in autonomia o con l’ausilio di un drone; fra il materiale fornito all’autorità ci sono anche filmati delle telecamere di sorveglianza che riprendono la fuga dei protagonisti al termine dell’incursione. Al momento non risultano danni materiali documentati all’edificio, ma il comportamento rimane di altissimo pericolo per l’incolumità delle persone coinvolte e per l’integrità del monumento.

Indagini, denunce e precedenti a Firenze

L’Opera di Santa Maria del Fiore ha avviato gli accertamenti e presentato denuncia alle forze dell'ordine dopo il riscontro degli allarmi che sono scattati quando i due stavano lasciando la cattedrale. Le stesse immagini tratte dalle telecamere interne sono state consegnate agli investigatori per ricostruire movimenti e tempi dell’incursione. Le autorità stanno valutando le modalità di accesso e le eventuali responsabilità legate ai controlli serali e agli spazi interni.

Non si tratta di un episodio isolato: nei mesi precedenti ci sono stati altri casi simili che avevano già sollevato allarme. Nel luglio 2024 due persone erano arrivate sulla facciata del Duomo con volto coperto e avevano pubblicato riprese realizzate con drone; nel 2025 un’altra arrampicata estrema era stata documentata sulla basilica di Santa Croce. Tali precedenti hanno in passato spinto le istituzioni del monumento a potenziare i varchi e la sorveglianza, ma il ripetersi delle incursioni mette in luce lacune pratiche e la diffusione di comportamenti rischiosi incentivati dalle dinamiche dei social network.

Le autorità competenti stanno ora procedendo con le verifiche per identificare i responsabili e accertare le eventuali violazioni penali e amministrative. L’episodio ha rialzato il dibattito pubblico sul rapporto tra tutela del patrimonio culturale e fenomeni di ostentazione digitale che mettono a repentaglio sia la sicurezza personale sia la conservazione dei luoghi storici.

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