25 ottobre 2026 ☁ 5°

Aggredito un operatore sanitario al Centro di salute mentale di via Monteverdi

Un infermiere del Centro di salute mentale di Sesto Fiorentino è stato minacciato con un pezzo di vetro da un paziente psichiatrico. L'episodio ha riacceso l'allarme sulla sicurezza degli operatori sanitari.

Aggredito un operatore sanitario al Centro di salute mentale di via Monteverdi

Un episodio di violenza ha scosso il Centro di salute mentale di Sesto fiorentino il 19 agosto 2026. Un paziente psichiatrico, noto per comportamenti aggressivi, ha aggredito un infermiere puntandogli un pezzo di vetro alla gola. L’incidente ha sollevato nuove preoccupazioni sulla sicurezza degli operatori sanitari e sulle condizioni delle strutture psichiatriche territoriali.

L’aggressione al Centro di salute mentale di via Monteverdi

L’episodio è avvenuto intorno alle 13:00 presso il Centro di salute mentale di via Monteverdi. Il paziente, che soffre anche di tossicodipendenza, si è presentato nella struttura chiedendo un farmaco antidepressivo senza prescrizione. Di fronte al rifiuto del personale, la situazione è rapidamente degenerata.

L’uomo ha afferrato un’ombrelliera in ferro e l’ha scagliata contro la porta a vetri dell’ingresso, mandandola in frantumi. Successivamente, ha raccolto un grosso pezzo di vetro e lo ha puntato alla gola dell’infermiere in servizio. La prontezza degli operatori ha permesso di mettere al sicuro gli altri utenti presenti nella struttura e di allontanare l’aggressore. Poco dopo è arrivata la polizia, riuscendo a riportare la situazione sotto controllo.

Le denunce della Fp Cgil e le richieste di sicurezza

La Fp Cgil ha denunciato l’ennesimo episodio di violenza nei servizi psichiatrici territoriali, sottolineando che si tratta di un fenomeno in aumento. Simone Baldacci, coordinatore della Fp Cgil della Usl Toscana Centro ha dichiarato: “Un’altra tragedia sfiorata. Stiamo perdendo il conto degli episodi di violenza che stanno accadendo.”

Il sindacato ha puntato il dito anche sulle condizioni della struttura di Sesto Fiorentino, definita un servizio periferico e isolato, privo di adeguate misure di sicurezza. Da mesi, gli operatori avevano richiesto l’installazione di una porta antisfondamento e l’adeguamento della struttura alle norme vigenti, ma le richieste sono rimaste senza risposta.

La Fp Cgil ha inoltre denunciato la mancanza di una via di fuga praticabile in caso di aggressione o incendio. “Nonostante tutti questi elevatissimi fattori di rischio, Azienda e direttori responsabili delle strutture territoriali della zona Nord-Ovest Fiorentina hanno ignorato il problema”, ha affermato Baldacci.

Il piano antiviolenza ignorato

La Fp Cgil ha ricordato di avere presentato più di due anni fa alla Prefettura e all’Azienda un piano composto da dieci misure per prevenire e contenere le aggressioni ai danni del personale. “In tutto questo tempo nessuna di queste azioni è stata recepita”, ha accusato il sindacato.

L’episodio di Sesto Fiorentino si inserisce in una sequenza di aggressioni che, secondo la Fp Cgil, sta interessando diversi servizi della Usl Toscana Centro. Nelle ultime settimane erano stati segnalati casi alla Rems di Empoli al Dea di Prato e all’Spdc delle Oblate a Firenze.

L’aumento delle aggressioni nei servizi psichiatrici

Secondo un recente report presentato al tavolo aziendale sulle aggressioni, nel periodo 2026-2026 gli episodi di violenza contro gli operatori sono aumentati. In particolare, nei servizi psichiatrici territoriali, i casi registrati risulterebbero raddoppiati rispetto al 2026.

La Fp Cgil ha richiesto interventi concreti per la sicurezza degli operatori sanitari, sostenendo che alle ripetute dichiarazioni di Azienda sanitaria e istituzioni non siano ancora seguite misure sufficienti. “Chiediamo di conoscere quali interventi siano già stati programmati e con quali tempi”, ha concluso Baldacci.

L’episodio di Sesto Fiorentino, con un infermiere che si è trovato un frammento di vetro puntato alla gola, riaccende ancora una volta l’allarme sulla sicurezza di chi lavora nei servizi sanitari.

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